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"La cultura ha un ruolo sociale decisivo e lo si è visto proprio quanto è venuta a mancare, come in questi mesi di chiusura forzata” - afferma Lionello Cerri, produttore cinematografico e amministratore delegato di Anteo Spazio Cinema, durante il colloquio con Alessandro Banfi per 10alle5Quotidiana (www.10alle5quotidiano.info).

Cerri fa un bilancio sulla situazione delle sale a poco più di un mese dalla riapertura del 25 aprile e sulle prospettive dopo questo ‘annus horribilis’. "Noi ci siamo fatti trovare pronti. Al 25 aprile hanno riaperto 107 schermi a livello nazionale, 37 di quegli schemi erano nostri. Oggi siamo a 2.300 schermi sui 3.500 a regime su tutto il territorio italiano. Teniamo anche presente che, tra mille difficoltà, c’è anche una quantità relativa di prodotto da proporre. Eppure, abbiamo percepito una gran voglia di tornare sui luoghi di svago da parte del pubblico pur in assenza dei grandi blockbuster americani. Palazzo del Cinema Anteo a Milano è stato fino alla scorsa settimana il primo locale in tutta Italia, dal punto di vista delle presenze. Nella giornata del primo maggio su una capienza totale di 2000, abbiamo venduto biglietti per 1800 posti”.

Nonostante i numeri che fanno ben sperare la crisi economica è stata inevitabile per il settore. "Il conto economico è deficitario. Palazzo del Cinema Anteo è al 60 per cento dei volumi d’affari del maggio 2019, ma altri nostri locali sono molto più sotto, fino ad arrivare al 20 per cento” – precisa a 10alle5Qutodidiana Cerri. 

“Abbiamo avuto sei mesi di cassa integrazione per le persone che lavorano con noi, riaprire era importante sia dal punto di vista umano, sia da quello sociale. E i cosiddetti ristori rischiano di non bastare. Anche perché con Governo, Regioni e Comuni dobbiamo ripensare al nostro mestiere, al nostro modo di concepire l’offerta ai cittadini. Dobbiamo sfruttare questa crisi e ribaltarla in senso positivo a favore nostro e del pubblico che ci segue. Ripensare alle sale dove proporre anche grandi eventi sportivi, concerti di musica, e anche le grandi serie, che oggi vanno solo sulle piattaforme”.

Su come può ripartire la Milano della cultura alla luce delle imminenti elezioni amministrative Cerri afferma: "Vedo una Milano che riparte decisa sul piano del lavoro e della crescita, certo, ma in una versione eco-compatibile, verde, con cultura e spettacolo in primo piano. Non dimenticando l’accoglienza per chi arriva e l’attenzione ai più fragili. Il progetto di Sala anche per il futuro va in questa direzione e quindi spero che possa portarlo avanti. Abbiamo vissuto anni efficaci, non dobbiamo smettere di guardare alla cultura come un elemento che migliora la vita ai cittadini" – conclude Cerri.

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