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L’estate è un piccolo paradiso terrestre, ma l’inverno è l’inverno, soprattutto in un luogo in cui la stagione calda è un fluido balsamico di corpi accarezzati dalla luce solare che s’intesse con la brezza e il sale, in un profumo d’élite, quello della Versilia di Forte dei Marmi. “Per lo più abbiamo adattato il romanzo, e creato un protagonista, per avere qualcuno attraverso cui far vedere tutta la storia: i temi sono universali e interessante è la forza della verità. Qui funziona fantasticamente Forte dei Marmi, meglio di una città come quella del romanzo, perché c’è un contrasto tra estate e inverno, una stagione introspettiva; ci si sente molto sicuri lì, non ci si aspetta una storia così in quel posto, che è anche molto fotogenico, come una cartolina - la direzione della fotografia è stata a cura di Mauro Fiore, vincitore del Premio Oscar nel 2010 per Avatar, ndr -. Provo sempre a creare un’altra realtà dalla banale e questo film è un pò un sogno-incubo che funziona benissimo. Inoltre, un sogno realizzato per me: ho provato tre volte a fare un film italiano, senza riuscirci, mentre ci sono attori italiani davvero capaci” spiega Peter Chelsom, regista. 

“Questa storia, è una storia invernale”, recita la voce che accompagna il prologo e infatti la bellezza della storia prende vita proprio dall’inverno, il fascino malinconico e misterioso “del mare d’inverno”, che crea un naturale tessuto per una narrazione venata dal thriller, pronta a scuotere i propri protagonisti, a cambiarli per sempre: Security, tra le ville “del Forte” salutate dall’estate e protette da una rete di sistemi di sicurezza, è un film Sky Original, dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon (autore de Il capitale umano): sceneggiato dallo stesso regista con Tinker Lindsay, Silvio Muccino, Michele Pellegrini e Amina Grenci, su soggetto di Chelsom con Umberto Contarello e Sara Mosetti.

“E’ il primo thirller Sky Original, ne siamo soddisfatti: era fondamentale coprire anche questo ‘genere’, con un film sofisticato e un tema importante, e Security ha queste caratteristiche, con un contenuto rilevante e un respiro internazionale, elemento per noi ulteriore, sin da Peter Chelsom, regista britannico trapiantato a Hollywood che lavora con un cast italiano: è un thriller che, per forza del racconto, non ha niente da invidiare alle grandi produzioni internazionali”, spiega la senior director di Sky Cinema, Margherita Amedei

Un atto criminoso di cui rintracciare la cima, ma anche la ricerca della soluzione per salvare la propria anima e quella della propria comunità. Fragilità e determinazione, paura e riscatto, abbracciati dalla raffinatezza del luogo naturale, sotto lo sguardo immacolato del pregiatissimo marmo delle cave, appena lì sopra questo pullulare d’anime umane dalle ombrose zone grigie.   

“Tutti i personaggi contribuiscono con una propria visione a far luce sul tema – o a coprire con una coltre di mezze verità: il personaggio di Roberto si muove abbastanza bene in questa semi oscurità perché è ‘un uomo notturno’ e cerca di attraversare questa oscurità per cercare un barlume di luce personale. Il controllo/sicurezza è un doppio gioco di inquadrature, che rende il film super interessante: Chelsom ha avuto l’insistenza e la pazienza di osservare la storia attraverso le telecamere di sicurezza, simbolo di quanti filtri abbia la storia, come se nello stesso racconto fossero inclusi una moltitudine di punti di vista, per permettere al pubblico di discernere con il proprio punto di vista”, commenta Marco D’Amore, protagonista centrale del film, nel ruolo di Roberto Santini. 

Una studentessa, Maria Spezi (Beatrice Grannò), ha subito violenza: intorno s’erge “un forte” di pregiudizi e atmosfere corrotte, con i sospetti piombati subito sul padre alcolizzato, Walter (Tommaso Ragno), eppure Roberto Santini, responsabile della sicurezza delle tante ville della cittadina che vive ai piedi delle Apuane, non è così certo di questa apparente facile risoluzione del fatto. Un’indagine, per Santini, che significa un incontro con il proprio tempo passato: un vecchio amore, Elena Ventini (Valeria Bilello) e suo figlio Dario (Giulio Pranno), mentre sua moglie, Claudia Raffelli (Maya Sansa), sta affrontando la campagna elettorale come sindaco, sostenuta dall’imprenditore Curzio Pilati (Fabrizio Bentivoglio), non senza il vissuto in essere di un forte contrasto con la figlia adolescente Angela (Ludovica Martino), immersa nell’amore clandestino per il suo professore Stefano Tommasi (Silvio Muccino).

“Non sono certo il professore de L’attimo fuggente. È un narcisista, innamorato di sé più che degli altri. Un personaggio opposto e complementare a quello di Marco D’amore, che cerca la verità attraverso l’oggettività: il mio personaggio invece crede che la verità si possa plasmare, insegna ai suoi alunni che la verità si piega alla nostra capacità di saperla vendere, trappola e gabbia per lui e Angela, il personaggio più puro”, dice del suo personaggio lo stesso Muccino. 

Direttamente connesso con quello di Angela, Ludovica Martino: “Credo che ogni personaggio del film sia un pò ambiguo, anche il mio, seppur apparentemente puro, ma con una vita nascosta: è stato interessante interpretarla. C’è da parte del mio personaggio la ricerca di una verità nascosta, facendo i conti con i propri ricordi, nella fase d’età in cui si comincia a ricercare la propria identità”. 

Maya Sansa, nel film la madre di Angela, si racconta come: “Una moglie abbastanza possessiva, determinata, che adora la figlia, pronta a tutto per proteggere anche la sua piccola comunità: per fare del bene, con grande arroganza, contribuirà a far sì che l’intrigo non si risolva”. 

“È risaputo che geneticamente i cattivi siano i più belli da interpretare”, dice Fabrizio Bentivoglio, già attore ne Il capitale umano, dal romanzo dello stesso autore, Amidon, di cui in Security ritrova: “Forse la capacità di entrare nelle pieghe del discorso: anche questa storia pone una domanda: cosa siamo disposti a sacrificare? È tragicamente più attuale della pandemia, è tremendamente attuale”. 

“Il film mi porta alla mente Blow Up di Antonioni: più m’avvicino alla cosa, meno la vedo”, riflette Tommaso Ragno, che restituisce una prova molto convincente nel film. “Per me è difficile parlare del mio personaggio, è come parlare di un famigliare: si percepisce attraverso la percezione degli altri. È stato importante fare tesoro di ogni giorno in cui si girava perché Peter Chelsom ama davvero gli attori, si concentra sulla natura degli interpreti”. 

Security è produzione Indiana Production e Vision Distribution, dal 7 giugno su Sky Cinema e Now. 

 

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