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"Abbiamo raccolto e portato storie".

Con queste parole, Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel, racconta la 16ma edizione di Libero cinema in libera terra, il festival itinerante promosso da Cinemovel Foundation e Libera, che quest’anno ha viaggiato nuovamente dal Nord al Sud dell’Italia, con una formula mista, per unire dimensione analogica e digitale, portando ancora una volta la lotta alle mafie e alla corruzione all’attenzione del Paese.

Il cine furgone è partito il 14 luglio dalla Scuola Stoppani di Lecco, ha attraversato lo stivale percorrendo 3.876 chilometri, facendo tappa a Sessa Aurunca (Ce), Cerignola (Fg), Polistena (Rc), San Ferdinando (Rc) con tappa finale a San Giuseppe Jato (Pa) il 25 luglio. 

“Io c’ero” è il filo conduttore che ha unito il pubblico delle piazze: centinaia di persone che si sono messe in posa davanti allo schermo per testimoniare il proprio impegno contro le mafie. Una foto collettiva per salutare anche i tanti spettatori che hanno seguito il Festival di Libero Cinema on line sulla piattaforma di Mymovies, storico partner di Cinemovel. Oltre 1.500 persone hanno accompagnato il festival online, collegandosi da casa per guardare i film della 16ª edizione. 55.000 minuti di visualizzazioni, più di 30.000 pagine visitate, sono alcuni dei numeri che segnano il successo di questa formula mista.

Molto apprezzata anche la novità di Libero Cinema Magazine, la piazza virtuale che ha ospitato le conversazioni del Festival, un luogo di confronto con lo sguardo rivolto al dialogo sempre più necessario tra cinema, immagini in movimento e la realtà in cui siamo immersi. Più di 10.000 persone hanno seguito le cinque puntate del Magazine, interagendo sui canali social e diffondendo i contenuti tra Facebook e Instagram.

Le puntate e le singole interviste agli ospiti sono tutte disponibili sul canale Youtube di Cinemovel e su quello di Mymovies.

La carovana chiuderà il prossimo 2 ottobre con il consueto appuntamento al prestigioso Festival di Internazionale. In programma Spaccapietre, il film di Gianluca e Massimiliano De Serio, un’occasione per parlare di nuove forme di schiavitù e caporalato. Proseguono in queste settimane gli speciali di Libero Cinema Magazine dedicati a “L’immagine mancante”

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