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VENEZIA - Competencia oficial, un concorso ufficiale, una competizione esplicita, senza esclusione di colpi, uno showdown dove tutte le armi (non solo quelle dell'intelligenza) sono lecite e dove non ci si ferma davanti a nulla. Tornano in grande stile a Venezia Mariano Cohn e Gastón Duprat, coppia di registi e autori argentini che fecero colpo con El ciudadano ilustre, Coppa Volpi per l'interprete Oscar Martínez. Che qui ricompare a comporre un vertice del triangolo di protagonisti insieme a Penélope Cruz e Antonio Banderas in una parodia del mondo del cinema a tratti feroce.

Tutto nasce quando un miliardario che si è fatto da solo e ha appena compiuto 80 anni decide di lasciare un segno dopo di sé. Costruire un ponte intitolato a lui o finanziare un film? Opta per il film. Acquista i diritti di un best seller che parla della rivalità tra due fratelli e ne affida la regia alla talentuosa ma sottilmente psicopatica Lola Cuevas (Cruz), autrice sopra le righe e donna controcorrente. La quale, a sua volta, ingaggia i due migliori attori su piazza: Félix Rivero (Banderas), divo hollywoodiano donnaiolo, superficiale, molto amato dal pubblico, e Iván Torres (Martinez), paludato interprete del teatro radicale con la puzza sotto al naso e che disprezza il denaro. Lola li mette sadicamente sotto pressione, con un mix di metodo e improvvisazione: Felix e Iván, che già si detestavano, arrivano ad odiarsi e, con questi presupposti, il film che devono girare sarà un capolavoro annunciato.

"Ci sono molte opere che mostrano come si fa un film, con tutti i problemi e le difficoltà - riflette Gastón Duprat - ma la cosa più unica in un film sono gli attori e quello che riescono a suscitare: farci piangere, farci ridere, generare emozioni. Competencia oficial indaga questa relazione complessa e straordinaria, solitamente nascosta alla vista del grande pubblico". E tutto ciò avviene con le armi dell'ironia e del sarcasmo, in una carrellata di vizi e manie tipici del mondo dell'arte in cui i tre attori si sono messi anch'essi molto alla berlina. "Abbiamo riso moltissimo in questo che è un omaggio al nostro mestiere e non vuole assolutamente mancare di rispetto", rivela Penelope Cruz, che è in concorso anche con Madres paralelas e che qui sfoggia una parrucca di capelli ricci e rossi. "È stato molto divertente e liberatorio interpretare questo personaggio. Lola è intelligente ma anche un po' pazza. Ha idee buone e altre imbecilli. E' una selvaggia a cui non importa niente di quello che gli altri pensano di lei. Ma è insopportabile e molto sola", aggiunge l'attrice spagnola. E rivela la sottile verosimiglianza di certe scene, come quella degli esercizi preparatori alla recitazione. "Quando ho fatto Non ti muovere ho passato settimane senza depilarmi e con i denti neri e qualcuno della mia famiglia era preoccupato. Una volta un'amica attrice mi ha raccontato che un regista le ha chiesto di andare dallo psicologo per preparare il film e in realtà quando lei è andata ha trovato in studio il regista stesso".

Competencia oficial, costruito come un divertissement, ha intenti più seri di quanto non appaia, visto che suoi bersagli dichiarati sono l'egocentrismo e il narcisismo non solo degli attori, ma di un'intera società (scena simbolo quella in cui Lola tritura letteralmente i premi vinti dai due, tra cui una Coppa Volpi, per ridimensionarne l'ego, mentre loro sono legati insieme e immobilizzati con il nastro adesivo). "Abbiamo giocato e riso molto e questo è importante perché in questo momento la risata è qualcosa di sovversivo - sottolinea Banderas - In realtà il film analizza il successo, l'invidia e la competizione che ci sono anche in altri ambienti, oltre a quello artistico, in politica ad esempio. E' una sorta di lente d'ingrandimento con cui guardare questi aspetti". E avverte: "Quando si parla della malattia del mio personaggio non c'è un riferimento alla mia esperienza (l'attore è stato operato al cuore nel 2017 in seguito a un grave malore, ndr), era tutto già scritto nel copione. Così come non mi riconosco nella parodia dell'attore spagnolo che ha sfondato ad Hollywood. Se fosse stato troppo simile a me non lo avrei fatto. Io non sono così, anzi. Il narcisismo non è solo quello di chi si guarda sempre allo specchio per vedere quanto è bello, c'è anche il narcisismo intellettuale che è forse anche più insinuante. Dovremmo fare un sequel magari ambientato nei grandi saloni della Mostra di Venezia, che dovrebbe includere anche i giornalisti e allora lì ci sarebbe da divertirsi", scherza. Ma aggiunge: "Perché sono seduto qui in fondo al tavolo?!".

Tra le scene più esilaranti c'è quella in cui i due maschi si fronteggiano coprendosi di insulti: "Usiamo delle espressioni incredibili che ho sentito per strada - rivela Banderas - e altre inventate sul momento, come la lista di improperi rivolti alle generazioni precedenti e successive".

Il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red. 

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