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VENEZIA - "Sei felice?". Alice (Elena Radonicich) pone la domanda a Tommy (Guido Caprino), suo compagno da 15 anni: così comincia Una relazione, storia di una storia d'amore, film diretto da Stefano Sardo, alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.

“Nasce da uno spunto di una decina di anni fa, molto prima che Stefano (Sardo, ndr) e io ci lasciassimo: la realtà poi è cambiata e ci siamo lasciati ma l'intenzione di lasciarsi senza rompere è rimasta”, spiega Valentina Gaia, co-sceneggiatrice con il regista, che dice: “Abbiamo approfittato del fatto che ci fossimo lasciati davvero per mettere lì un po' di sentimenti da smaltire. La gestazione della scrittura è andata di pari passo con la nostra storia. Guido nel film è un cantate che canta canzoni che avevo scritto io. È tutto un gioco tra la verità e il nostro tentativo di mettere cose che facessero sembrare tutto molto più vero”. 

La storia della fine comincia dopo una cena amichevole con i quattro amici di sempre (tra cui, l’attrice e cantante Thoni): la coppia annuncia che ha deciso di lasciarsi; sono senza parole i commensali, perplessi, forse più di tutto, dalla loro dichiarata volontà di chiudere la storia ma volendo espressamente, fortemente, indubbiamente continuare ad essere presenti l'uno per l'altra, spesso una promessa di civiltà e affetto, ancor più spesso non mantenuta e portata a sfumare. 

Per Guido Caprino, “era un film che richiedeva un'alchimia, altrimenti sarebbe stata un'incognita. Ci siamo immolati per la causa: se sposi una storia del genere ti devi mettere anima e corpo, con l'ascolto come base fondamentale. Mi sento molto distante da quasi tutti i personaggi che porto a me: ho ‘visto il film’ da spettatore e mi ha creato diverse domande, a cui però non ho risposte”.

È in questo contesto serale dell’annuncio che conosciamo anche Luca, il personaggio di Libero De Rienzo, cinico e dolcissimo, qui nella sua ultima interpretazione per il cinema, che quasi fatalmente entra in scena in un dialogo sulle "possibilità infinite". 

Alice ha deciso per entrambi, ma lui, Tommy, era altrettanto certo della scelta: lei attrice di piccoli ruoli, lui musicista alla ricerca della grande occasione - che in fondo qui arriva, grazie ad una colonna sonora per il film "di Rigoni", interpretato da Tommaso Ragno, uno di quei registi che si compiacciono nel parlare de "il mio cinema". “Sono partito dall'idea di Guido, che conoscevo molto bene per aver lavorato insieme su 1992/1993/1994: era bello che uno con quel fisico da Maschio Alfa fosse messo a confronto con una serie di questioni sentimentali caotiche. Per Elena, mi sono molto fidato della chimica tra loro due: so che lei è personalmente buffa, divertente, che poteva dare al personaggio intelligenza, gentilezza, senza essere mai succube. Intorno a loro abbiamo costruito un cast in cui nessuno fosse una macchietta, da Enrica Bonaccorti che ha un forte carisma nel ruolo della madre, vale così per Tommaso Ragno che si prende la scena. Libero De Rienzo l'avevo scritto cinico, battutaro: (nella Storia del cinema), il campione di ciò era Bart di Santa Maradona, così Luca sembra uno che ti inchioda con una parola, ma con la dolcezza di un tenerone, qualcosa di struggente. È stato un grande regalo e una grande perdita”, continua Sardo, ricordando “Picchio”, di recente scomparso. 

S’innesca così un conto in crescendo, giorno dopo giorno, per circa una cinquantina degli stessi, in cui assistiamo alle quotidianità che si susseguono, tra il continuare a rimanere comunque sotto lo stesso tetto e la decisione di vendere quella casa tanto desiderata, dal partecipare ad un battesimo di famiglia fingendosi ancora coppia, per poi confessare a freddo come stanno davvero le cose, al cercare un futuro nel passato - per Alice, che reincontra per caso il suo precedente grande amore - o un futuro dal presente, come prova a fare Tommy con l'attrice Nicole Santini (Francesca Chillemi).

La filosofia del lasciarsi "in maniera naturale", per passi graduali, funziona nella teoria, mentre deriva nella pratica. E l'intenzione del film fatica un pò ad affrancare il giusto pathos che una storia così dovrebbe riuscire a far proprio e a restituire. “C'è un livello di consapevolezza in cui ti chiedi se il film interesserà a qualcuno, ma non c'è stato nessun livello di marketing: abbiamo assecondato l'istinto, al netto delle ricadute sul nostro privato, capendone poi la sua originalità, cercando un film che fosse onesto ma non noioso, cercando una leggerezza che non fosse di contrasto all'onestà dei sentimenti” aggiunge ancora Stefano Sardo. “La sfida nel film è raccontare la fine di una relazione, riuscendo a restituire un'intimità. Si inizia dalla fine, ci interessava riuscire a raccontare che per lasciarsi in un certo modo bisogna mettere la stessa quantità d'amore che si mette per stare insieme. Per me è stata una cine-terapia, condivido l'idea del film: se gli amori sono tali cambiano molte forme, lo sforzo vale assolutamente la pena. Trovo interessante comprendere i cambiamenti che non significa che i sentimenti si dissipino. Il film mette grazia e tenerezza”, riflette Elena Radonicich. 

Il confine della fine è labile, contraddittorio, Alice e Tommy si rinfacciano la mancata scelta di avere un bambino ma si dicono "ti amo", si ritrovano nella loro casa svuotata il giorno del passaggio di proprietà, ma Tommy se ne va via prima di lasciare le chiavi al prossimo inquilino, lasciando però ad Alice una canzone... soggetto, quello musicale, molto ricorrente in tutto il film, una narrazione parallela e complementare a quella cinematografica. “Prima ero musicista e scrivevo queste canzoni sulle mie nevrosi sentimentali, perfette per questo film, tanto che all'inizio pensavo ad un musical romantico, ma infine sono rimaste quattro brani miei: le canzoni di Valentina, di un suo disco realizzato durante la separazione, ci ha dato così anche l'altro punto di vista, di un altro momento”, continua il regista. 

Una relazione - prodotto da Ascent Film e Nightswim, in coproduzione con La Onda, in collaborazione con Amazon Prime Video e Rai Cinema - esce in sala 13, 14 e 15 settembre, poi disponibile su Amazon Prime, “con la grande speranza di tornare al cinema”, auspicano i produttori, intanto soddisfatti per le conferme di partecipazione da parte di festival internazionali. 

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