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VENEZIA - La Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub), giunto alla 29ma edizione, composta da critici cinematografici ed operatori culturali dell’Associazionismo Cinematografico, presieduta da Ferruccio Gard (critico cinematografico ed ex inviato Rai alla Mostra del Cinema), ha attribuito il Premio FEDIC destinato all’opera che meglio riflette l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore al film: Il buco di Michelangelo Frammartino (Venezia 78) "Per una poetica, originale e sorprendente ricerca delle bellezze della natura, che quasi prendono il sopravvento sulla figura umana, rievocata con antiche tradizioni pastorali e un’epica impresa speleologica in Calabria fra coraggio, luce e oscurità, per esplorare l’ignoto nelle profondità della terra ma anche i temi di vita, morte, rinascita, spiritualità e sentimenti".

La Giuria assegna inoltre una Menzione speciale FEDIC al film La ragazza ha volato di Wilma Labate (Orizzonti Extra) "Per aver saputo approfondire, con toccante sensibilità e crudo realismo, il drammatico percorso di formazione di una adolescente, chiamata alla scelta se sopravvivere, dopo uno stupro, dimenticando odio e violenza per compiere un volo verso il futuro e l’amore materno".

Inoltre, una Giuria presieduta da  Alfredo Baldi (critico cinematografico, ex dirigente CSC e membro del Comitato Scientifico FEDIC) ha attribuito una Menzione speciale FEDIC per il miglior cortometraggio a Notte romana di Valerio Ferrara (Sic & Sic) "Per la capacità di narrare un presunta storia di amore estivo tra un ragazzo ed una ragazza di classi sociali molte diverse che tuttavia non si svela pienamente e ci lascia in una situazione di sospensione e di invito a interrogarci".  

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VENEZIA 78

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