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Fino all’ultimo battito arriverà sugli schermi di Rai Uno dal 23 Settembre ogni giovedì: una coproduzione Rai Fiction e Eliseo Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, e nel cast Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Fortunato Cerlino e Loretta Goggi, per la regia di Cinzia Th Torrini.

La fiction di sei puntate è stata definita dalla Direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati  in conferenza stampa come una serie "eroica", girata lo scorso anno proprio durante il periodo del lockdown, richiedendo un lavoro di produzione che si è dovuto adattare a una situazione complicata.

Un momento che seppur difficile e che ha messo a dura prova attori e troupe ha unito come non mai, ha affermato Violante Placido.  Torrini ha dato un nuovo sguardo ad un plot tradizionale.

Bocci è un chirurgo ricattato dalla mafia: “E’ stato naturale entrare in questo personaggio -ha detto Bocci  perché la scrittura mi ha immediatamente preso. Per scelta non ho fatto serie per diverso tempo, ma in questo caso la storia di Diego Mancini mi ha conquistato: è un personaggio che ha un percorso, ben scritto, articolato, e questo senz’alto facilita il lavoro dell’attore. Cinzia  mi ha aiutato molto: io tendo ad avere sempre una visione drammatica dei miei personaggi, cavalco il dramma fino al midollo, mentre lei mi ha mostrato come uscire da questo dolore, guardando a chiavi di interpretazione alternative”.

La vicenda è ambientata in Puglia, elemento dal quale la regista Cinzia Th Torrini ha voluto trarre tutte le possibilità che la location potesse offrire, richiedendo agli attori di studiare il dialetto.

“Mi chiamano la regista del cineturismo – ha detto scherzando – ma la verità è che faccio sempre molta attenzione ai luoghi dove giro. In questo caso mi ha aiutata aver girato in Puglia: ho voluto dare il sapore di dove fossimo perché cerco di raccontare sempre i costumi, le usanze, la storia, le tradizioni, vado fino in fondo e non voglio limitarmi alla cartolina. La storia che raccontiamo è sfidante: il protagonista da eroe cade in un vortice infernale dopo aver fatto un errore etico nel suo lavoro, che non avrebbe dovuto fare. Il mio compito è stato entrargli dentro e non giustificarlo, fare entrare così lo spettatore nel personaggio, e fargli comprendere le conseguenze delle sue azioni ponendosi  continuamente la domanda del cosa avrei fatto al suo posto”.

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