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Esce il 7 ottobre in 300 sale, con Medusa Con tutto il cuore, nuova commedia di Vincenzo Salemme tratta da una sua opera teatrale, che lo vede protagonista insieme a Serena Autieri e Cristina Donadio, con la partecipazione di Maurizio Casagrande. Ottavio Camaldoli è un professore di latino e greco, onesto e galantuomo. Ma le persone che lo circondano lo considerano sono un “fesso”. E cosa accadrebbe se a un fesso, indifeso e vittima di continui piccoli soprusi, venisse trapiantato il cuore di un delinquente efferato? La scienza dice che non accadrebbe nulla, ma al teatro e al cinema nulla è così scontato. Così donna Carmela, la mamma del delinquente, si convince che il figlio è ancora vivo grazie al cuore che batte nel petto del prof., il che dà il via a una serie di tragicomici equivoci.

“Non è la prima volta che porto al cinema un mio lavoro teatrale - dice Salemme - Non è stato facile, per me che sono l’autore, riuscire a liberarmi dai vincoli dell’unità di tempo e di azione che sono più congeniali al racconto teatrale che a quello cinematografico. Stavolta, grazie alle numerose stesure della sceneggiatura e all’aiuto di altri autori, mi sembra di avere centrato meglio l’obiettivo e così ne è venuto fuori un film con uno scorrimento narrativo molto semplice, con una leggerezza emotiva che lo rende, mi sembra, molto più realistico del racconto da palcoscenico. Anche alcuni personaggi hanno un ruolo diverso, il chirurgo ad esempio veniva solo nominato. Anche la recitazione del cast, tutto di provenienza teatrale, è naturale senza rinunciare alla spinta comica. Così pure per il mio personaggio ho scelto un’interpretazione che lo rendesse credibile ed empatico. Volevo rappresentare la ‘persona comune’, uno dei tanti milioni di anonimi che hanno un senso civico alto, che sanno ubbidire con dignità alle regole sociali e alle leggi dello Stato ma che, allo stesso tempo, fanno trasparire, seppur con timidezza, la possibile voglia di reagire e di ribellarsi ai mille soprusi quotidiani che ogni cittadino o cittadina devono subire con rassegnazione. Le persone comuni, che non si possono lamentare perché hanno lo stipendio, ma che sono etichettate e fatte sentire in colpa, per l’ecologia, per l’ambiente. C’è sempre un’etichetta. E’ difficile essere una persona, farsi ascoltare, si viene sempre ostacolati. Camaldoli è testimone di una personalità che non vuole arrendersi all’arida utilità. Anche io non sempre faccio cose per gli utili, il mio primo interesse è comunicare al pubblico e sentirlo che ride”.

Naturalmente, il rapporto tra teatro e cinema per Salemme è un punto importante: “Anche il resto dei reparti, dalla fotografia ai costumi, dalla scelta delle location all’impianto scenografico, hanno lavorato allo stesso scopo: raccontare una storia un po’ estrema rendendola sempre credibile, godibile e divertente. A teatro lo spettatore deve avere la sensazione che sia tutto improvvisato, mentre al cinema non è possibile. A teatro puoi essere estremo, al cinema alcune cose non funzionano, quindi alcune sequenze sono diventate oniriche”. Il tema non è del tutto nuovo a Salemme: “In Amore a prima vista c’era un trapianto di occhi, usato in maniera analoga. Devo avere qualche problema coi trapianti. Mi sembra significativo, è il trasferimento di un patrimonio genetico”.

C’è anche una visione di una Napoli lontana dagli stereotipi delle crime series: “Gomorra non è Napoli. E’ come se fosse Gotham City. Non credo che chi la guarda all’estero pensa a Napoli. Sembra un film d’azione, parlano tutti nello stesso modo, con la stessa intonazione. Il film rendeva tutta la crudezza della periferia napoletana, ma la serie invece rende un colore plumbeo, fisso”. Giampaolo Letta, ad di Medusa, coglie l’occasione per parlare in conferenza della situazione delle sale: “Molte sono ancora chiuse. Il Consiglio dei Ministri non si è ancora espresso, siamo ancora al 50% di capacità di posti. Non c’è nemmeno una decisione definita sull’80% e io spero che si arrivi al 100%, dato che al ristorante, in treno e in aereo non ci sono di questi problemi, e aggiungiamo anche che al cinema non si parla, auspico fortemente che questo venga recepito dal Consiglio dei Ministri perché sarebbe un segnale anche per il pubblico. Cinema, teatri e sale da concerto sono luoghi sicuri, anche più di altri luoghi nel mondo”.

 

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