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Torna a piena conferma di una proposta e una formula di successo l’Italian Doc Fest a Mosca, la rassegna di cinema documentario italiano organizzata e promossa da Cinecittà, unica nel suo genere, che porta nella capitale russa annualmente una selezione di titoli segnalati e premiati dai festival internazionali, e da una particolare attenzione di linguaggio e comunicativa. Una finestra di dialogo con una realtà di forte rilevanza nel mercato audiovisivo. Un’occasione per la nostra produzione di interfacciarsi con stampa e un pubblico esigenti, dove proprio il genere documentario può affermarsi per narrazioni e personaggi universali, e il nostro cinema può approfondire uno scambio culturale, e non solo, di grande potenziale.

Il festival è organizzato da Cinecittà con il patrocinio dell'Ambasciata Italiana a Mosca e dell'Istituto Italiano di Cultura, e vede le media-partnership di Rai e Ria Novosti per la Russia, Ansa e Russia Beyond. Sette i film che voleranno a Mosca, presentati in importanti kermesse. Quest’anno la selezione si è particolarmente orientata su titoli che raccontano mitologie dello spettacolo, e che insieme indagano i crinali del linguaggio cinematografico.

A cominciare da The Rossellinis, di Alessandro Rossellini, autentica sorpresa del docu italiano di quest’anno, il racconto di una famiglia unica, come tutte le famiglie, con in più la provenienza dal padre del cinema moderno. Una terapia cinematografica, sperimentale e strepitosa. E un altro capo magistrale del cinema italiano e mondiale è ripreso in Fellinopolis di Silvia Giulietti, che ci regala una visione ‘dietro il buco della serratura’ dei backstage di alcuni film centrali di Federico Fellini, e di interrogare alcuni collaboratori fondamentali. Un grandissimo, che il tempo sempre più si incarica di riconoscere tale, è Sergio Corbucci, che in Django&Django di Luca Rea e Steve Della Casa ci fulmina con la visione del suo versante western. Come il mondo sa, è su alcuni suoi film che Quentin Tarantino, testimone nel documentario, si è fatto ossa e sguardo. Il cinema italiano è considerando uno dei più importanti del mondo, almeno dal Neorealismo in poi.

Italia. Il fuoco, la cenere dei francesi Celine Gailleurd e Olivier Bohler spiega come anche nei suoi primi 30 anni, dalla fine dell’800 al sonoro, il film italiano abbia svettato: nascono in Italia il peplum, le dive più grandi, il melodramma, i primi kolossal. Un film di sorprendente magia, con materiali dalle cineteche di mezza Europa. Ci sono tanta musica e mondo in due titoli della selezione: We are the thousand di Anita Rivaroli, evento e conseguenze magiche di una esecuzione di 1000 musicisti a Cesena della hit Learn to Fly dei Foo Fighters.

Caterina Caselli - Una vita, cento vite di Renato De Maria è il ritratto di una cantante, autrice, produttrice, manager, donna di straordinaria personalità e comunicativa, che ha segnato con le sue canzoni e gli artisti che ha scoperto e lanciato nel pianeta, la storia di tutto un paese. Cosa infine significa la Storia e come segna le persone, è il grande tema di un piccolo personaggio ne La macchina delle immagini di Alfredo C., di Roland Sejko, che con la vera vicenda di un operatore cinematografico impiegato dalla dittatura fascista e in seguito dalla dittatura comunista in Albania, dispiega un destino e una responsabilità che parlano a tutti noi. Un racconto che emoziona con la pura forza dell’archivio.

Tutte le proiezioni del terzo Italian Doc Fest si terranno, in lingua originale sottotitolata, nel prestigioso Cinema "Karo 11 Oktyabr". Oltre alla delegazione organizzativa, voleranno a Mosca per presentare i loro film i registi Alessandro Rossellini, Anita Rivaroli,  Celine Gailleurd e Olivier Bohler 

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