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Miglior film del 2021 per la National Society of Film Critics - che lo ha premiato anche come miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attore protagonista -  e Miglior Film Straniero ai Golden Globes: dopo la marcia trionfale degli ultimi giorni, la Tucker Film riporta al cinema Drive My Car (tratto da un racconto di Murakami).

Dall’11 gennaio il film di Hamaguchi Ryusuke sarà in esclusiva al Cinema Nuovo Olimpia di Roma in versione originale con sottotitoli. Il film che a Cannes si è aggiudicato il Premio per la migliore sceneggiatura, racconta la storia di Kafuku (Nishijima Hidetoshi), un uomo di mezza età, colto e raffinato, attore e regista teatrale. Kafuku è in preda al dolore non riesce a superare la perdita della bellissima e sensuale moglie Oto. Per cercare di mitigare quel dolore, accetta di dirigere Zio Vanja per un festival di Hiroshima. Lì conosce Misaki, una giovane donna silenziosa incaricata di fargli da autista e di guidare la sua super Saab 900. Viaggio dopo viaggio, superate le reciproche riluttanze, Kafuku e Misaki lasceranno affiorare segreti e confidenze.

In Drive My Car Hamaguchi incontra Murakami, gioca con Cechov e costruisce un’altissima riflessione sul potere del linguaggio, sui labirinti dell’amore, sulla capacità di rapportarci alle altre persone. Drive My Car è un road movie dell’anima, in equilibrio tra vita e rappresentazione, dove le solitudini dei personaggi (un regista, la sua giovane autista, gli attori e le attrici del suo laboratorio teatrale) si sfiorano, si guardano allo specchio, provano a decifrarsi.  

Commenta lo stesso Hamaguchi: "Perché ho voluto girare un film basato sul racconto di Murakami? Perché in Drive My Car le interazioni tra Kafuku e Misaki, i due personaggi principali, avvengono all’interno di un’auto. E questo ha innescato i miei ricordi. Certe conversazioni, conversazioni intime, possono nascere solo all’interno di quello spazio chiuso e in movimento. Un luogo, in realtà un non-luogo, che ci aiuta a scoprire aspetti di noi stessi mai mostrati a nessuno. O pensieri che, prima, non sapevamo esprimere con le parole".

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