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La figura di Pier Paolo Pasolini è al centro dei tradizionali colloqui dedicati a "Cinema e spiritualità" che Art, Culture et Foi organizza a Parigi. Al Collège des Bernardins partecipa a una tavola rotonda su Pasolini e la religione - visibile on line - il noto romanziere e pasolinologo René de Ceccatty che ha curato l’antologia Le Christ selon Pasolini (Bayard Editions). Interviene Hervé Joubert-Laurencin, docente all’Università di Nanterre e autore del volume Pasolini: portrait du poète en cinéaste (Cahiers du Cinéma). Moderatore Jonas Rosales. 

In contemporanea al cinema Christine del Quartier Latin vengono proiettati quattro film italiani. Bella e perduta (2016), alla presenza del regista Pietro Marcello; Lazzaro felice (2018) di Alice Rohrwacher, alla presenza della montatrice Nelly Quettier; Lumina (Festival di Rotterdam 2021), inedito in Francia, alla presenza del regista Samuele Sestieri.  Conclude la rassegna Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, Leone d’Argento e Premio OCIC alla Mostra di Venezia.

Nelle sue lettere da Venezia Pasolini confessa il suo "selvaggio dolore" per non aver ottenuto il Leone d’oro - assegnato dalla giuria presieduta da Mario Soldati a Deserto rosso di Michelangelo Antonioni - meditando addirittura di abbandonare il cinema. E ringrazia calorosamente il critico Tullio Kezich della rivista "La Settimana INCOM Illustrata", uno dei pochi a capire le sue intenzioni: "Anche il tuo pezzo sul Vangelo, come quello sulla Ricotta (anche quello su Comizi d’amore) è proprio bello, intelligente. Mi guardi come ci si guarda tra auguri o tra compagni di scuola: leggendo dentro, ma con la civile, poetica vocazione a scegliere la lettura delle cose belle. Ti ringrazio con grande amicizia, tuo Pier Paolo Pasolini" (settembre 1964).

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