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“La mia vita è stata interessante, ma non felice”. Milanese. Stilista e imprenditore. Nato nel ’35, scomparso nel 2015. Un’icona pop i suoi angioletti rinascimentali, così i suoi punti vendita nel centro del capoluogo lombardo – e non solo, meta di pellegrinaggio per bambine, adolescenti e donne, alla ricerca di un universo dalla visione ludica e onirica, di una moda giocosa, “innocente”, fanciullesca, piena di un acchiappante marketing ispirato alla libertà. Lui è Elio Fiorucci

L’ottava edizione del Fashion Film Festival Milano, in occasione della giornata conclusiva (18 gennaio), in concomitanza con la medesima della Settimana della Moda di Milano, propone come evento speciale Fiorucci – Free Spirit di Andrea Servi e Swan Bergman

Il film annuncia un genio rivoluzionario, e la messa in scena cinematografica ne è la testimonianza eccezionale. I racconti di Elio Fiorucci – e le testimonianze di alcuni suoi grandi amici, uno per tutti Andy Whorol, che scrisse nel suo diario: “Sono stato da Fiorucci, c'è tutto quello che mi piace" – permettono di rivivere le magiche atmosfere di decenni straordinari, in cui tutto sembrava possibile. Con Fiorucci e di Fiorucci parlano Oliviero Toscani, Maripol Vivienne Westwood, la modella Daniela Morera e l’architetto Franco Marabelli, per restituire un’epoca di sfaccettata rivoluzione estetica e culturale.

Elio Fiorucci porta a Milano la Swinging London dei Beatles e di Mary Quant, nasce così il primo negozio Fiorucci in Galleria Passarella, apripista dei concept store a venire: 1000 metri quadrati capaci di diventare un punto di riferimento di tendenza in città. “Ci troviamo da Fiorucci?” ricorreva ripetere nei pomeriggi della Milano degli Anni ’70 – non senza un’importante scia nei decenni a seguire: quei pomeriggi che, però, non rimasero solo nel centro lombardo, ma si replicarono anche a Londra e sulla 59esima strada a New York, nello spazio progettato da Ettore Sottsass e Andrea Branzi, dietro la cui consolle suonava Madonna

Fiorucci è soggetto esso stesso ma anche propulsore di progetti: abbassa di due centimetri il cavallo e partorisce il “fashion jeans” al femminile; è sponsor dell’inaugurazione del newyorkese Studio 54 e anima delle notti della discoteca Plastic di Milano. Con Jean-Michel Basquiat gira un film e affida a Keith Haring il look del restyling del suo negozio di San Babila. 

L’universo Fiorucci è una wunderkammer, turbinio di spirito geniale e di meraviglia che il film restituisce nel rispetto di un dinamismo e di una lievità propria del soggetto e del tempo in cui è esplosa la sua vitalità personale e imprenditoriale. 

Elio Fiorucci – Free Spirit è visibile gratuitamente lunedì 18 gennaio alle ore 21 previa registrazione su fashionfilmfestivalmilano.com. 

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FASHION FILM FESTIVAL MILANO

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