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Mateja Zorn del centro culturale Kinoatelje di Gorizia ha annunciato al Caffé San Marco di Trieste un ambizioso progetto su scala quadriennale sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia che verrà varato dal 9 al 16 maggio 2022 in quattro città, due slovene e due italiane, in stretto collegamento con le attività in progress per il 2025, l’anno in cui Gorizia e Nova Gorica saranno le Capitali Culturali Europee. 

Una rassegna cinematografica e un convegno itineranti tra Lubiana, Trieste, Gorizia e Nova Gorica, dedicati ai drammatici eventi accaduti nel decennio 1945-1954 alla frontiera tra Jugoslavia e Italia. Verranno proiettati sia film a soggetto, documentari e cinegiornali dell’epoca, che produzioni imperniate su quel decennio realizzate in epoche successive, fino ad oggi, alla presenza di cineasti, storici e testimoni.

Igor Prassel della Slovenska Kinoteka ha presentato il programma di eventi che si terranno a maggio nella capitale della Slovenia, sottolineando l'importanza di pellicole quali Trst (Trieste, 1951), l’epopea politica diretta da France Stiglić, uno dei più importanti registi sloveni, che venne girata a Fiume dato che non si poteva realizzarla allora nel capoluogo giuliano. Il sottoscritto ha messo in luce il fascino della Trieste “città di spie”, set per innumerevoli film internazionali. Il terzo uomo (1949), il capolavoro di Carol Reed, scritto da Graham Greene e girato nella Vienna quadripartita, rappresenta meglio di qualunque altra opera il clima di guerra fredda e di violenze segrete che attanagliava le aree disputate tra Oriente e Occidente.

Chiara Barbo della Cappella Underground di Trieste ha illustrato la passeggiata cinematografica prevista sui luoghi che hanno visto la città fulcro del Governo Militare Alleato. Le proiezioni triestine proporranno alcuni dei numerosi film ambientati nella città divisa in due zone. Verrà ricordato grazie ad un raro filmato della BBC l’arrivo nel 1945 dell’ufficiale inglese Jan Morris, destinato a divenire decenni dopo l’autrice trans del celebre volume Trieste o del nessun luogo.

Dunja Jelenković, docente all’Università Cà Foscari di Venezia, ha introdotto il progetto "CBA Trieste - Cinematographic Battle for the Adriatic: Films, Borders and the Trieste Crisis", una ricerca mutimediale pluriennale sull’eredità filmica dell’era 1945-1954 che verrà via via corredata da un database onnicomprensivo.

Alessandro Cuk del Cinit ha aggiunto che è la prima volta che un gruppo di studiosi italiani e stranieri collabora in maniera organica sui temi del cinema di frontiera nel dopoguerra. Un patrimonio da esportare a livello nazionale e internazionale per far conoscere quanto è stato prodotto nel territorio.

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