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In occasione del 25 aprile e delle celebrazioni per la Liberazione dal nazifascismo, CSC - Cineteca Nazionale con Cinecittà e il Cinema Farnese Arthouse, in collaborazione con Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e Anpi – Comitato Provinciale Di Roma - Sezione “G. Rattoppatore e O. Ciai”, ripresentano la versione restaurata di Roma Città Aperta di Roberto Rossellini

L’iniziativa prevederà una serie di proiezioni del film al Cinema Farnese di Roma: lunedì 25 aprile alle 19.00 per il pubblico e mercoledì 27 aprile alle 10.00 per le scuole medie inferiori e medie superiori. Con l’obiettivo di riportare in sala il restauro di Roma Città Aperta in tutta Italia, saranno organizzate proiezioni per il pubblico in diversi cinema: al cinema Odeon di Vicenza (il 23 aprile alle 18.15 e il 24 e 25 aprile alle 16.15), al CineMancini di Monterotondo (il 24 aprile alle 20.00), al Cineteatro Astrolabio di Villasanta (il 25 aprile alle 16.30 a ingresso libero) e al cinema La Compagnia di Firenze (il 25 aprile alle 19.00).

La scena della morte di Pina/Anna Magnani, fucilata mentre corre dietro al camion dei tedeschi che sta portando via il suo uomo, è entrata a pieno titolo nella storia del cinema mondiale e nel nostro immaginario: tutti la conoscono, anche chi magari non ha mai visto il film, come le generazioni più giovani. Eppure Roma Città Aperta di Roberto Rossellini è considerato il film simbolo del Neorealismo, che, tra il 1945 e il 1948, segna in Italia una svolta epocale nel cinema e nella società, un momento di grande rinnovamento e di rottura con il passato. Dopo l’avvento di film come Roma città apertaPaisàLadri di biciclette, il cinema non è stato più lo stesso, in Italia come in Francia, a Hollywood come in India, in Sudamerica come in Africa.

Attraverso il cinema di Rossellini si è consolidata la visione di una identità nazionale che si ricostruisce dopo le macerie, fisiche e morali, della guerra e si scopre capace di rispettare il pluralismo ideologico e la varietà linguistica: "Rossellini insegna a liberarsi dal superfluo nella realizzazione di un film, a riportare il lessico, la grammatica e la sintassi cinematografici alle loro strutture fondanti più elementari – come ha scritto Gian Piero Brunetta – e restituisce alla macchina da presa e al suo sguardo la capacità di diventare sguardo collettivo". Parole che ci aiutano a capire come Roma città aperta sia un film ancora di grande attualità, un classico immortale che ci ricorda la nostra storia e insieme può aiutarci ad avere uno sguardo critico anche sul presente.

Se la lavorazione del film Roma Città Aperta è avvolta nel mito, anche il suo ritrovamento e il suo restauro hanno un carattere avventuroso: il negativo originale del film si credeva perduto. La leggenda voleva che il film fosse stato girato su stock di pellicola trovata in giro, scaduta, comprata al mercato nero. Quando alla Cineteca Nazionale, nel 2004, riemerse un negativo, si poté verificare che si trattava in effetti di “frattaglie” di pellicola di diversa provenienza e ciò fu la conferma di essere tornati in possesso proprio del negativo originale. Un primo restauro digitale del film a 2K con ritorno in pellicola è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale a partita dai negativi originali conservati nei suoi archivi nel 2006. Il film restaurato è stato proiettato nello stesso anno in anteprima alla 63a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e poi alla Festa del Cinema di Roma. Nel 2013, nel quadro del Progetto Rossellini curato da CSC-Cineteca Nazionale, Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna e Coproduction Office - che ha portato al restauro di 10 titoli fondamentali della filmografia rosselliniana - è stato realizzato questo nuovo restauro a uno standard digitale di qualità ancora più elevata (4K).

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