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"Non voglio solo mostrare, ma anche far sì che la gente desideri vedere": Agnès Varda era l'immagine della passione, dell'affetto e della malizia. Sessantacinque anni di creazione e sperimentazione, lunghi quasi quanto il Festival di Cannes, che celebra, come lei, sguardi, vite e mondi; e sa ricordare. D'ora in poi, una sala di proiezione ormai imprescindibile per il Festival porterà il suo nome: la Salle Agnès Varda, già Salle du Soixantième, situata sul tetto della Riviera dal 2007. Ogni spettatore ne sentirà il simbolo, il valore e l'emozione

"Non sono una regista donna, sono una regista", ha detto. Veniva spesso a Cannes per mostrare i suoi film: tredici volte nella Selezione Ufficiale. È stata anche membro della giuria nel 2005 e presidente della giuria della Caméra d'or nel 2013. Quando è stata insignita della Palma d'oro onoraria nel 2015, ha menzionato "resistenza e resistenza, più che onore" e l'ha dedicata "a tutti i registi inventivi e coraggiosi, quelli che creano film di finzione o documentari originali, che non sono alla ribalta ma che vanno avanti”.

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