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CANNES - L’Envol / Scarlet / Le vele scarlatte, il film dal triplice titolo diretto da Pietro Marcello che ha inaugurato la Quinzaine des Réalisateurs, riceve gli elogi di Manhola Dargis, l’influente critica del ‘New York Times’. "In Scarlet il regista Pietro Marcello attraversa il tempo affrontando la storia d’un reduce della prima guerra mondiale e di sua figlia. I cadaveri sono ancora sparsi sui campi di battaglia quando Raphaël (Raphaël Thiéry, che meraviglia) torna zoppicando nel suo piccolo villaggio circondato da poche facce amiche. Sua moglie è morta e la sua bambina, Juliette, viene accudita da una donna del posto, Adeline (la meravigliosa Noémie Lvovsky), la quale vive in una piccola enclave fuori dal paese. Raphaël - un artigiano di talento che lavora il legno - si annida in quella piccola comunità familiare cercando dolorosamente di riprendere qualcosa che somigli a una vita normale malgrado le perdite strazianti".

"Scarlet è un film affascinante e scivoloso, pieno di bellezze liriche, di atti di barbarie, di momenti inattesi di magia e di speranza. La prima parte s’incentra su Raphaël, un uomo enorme e goffo con una fronte sporgente e mani grandi come prosciutti. Via via che Juliette cresce (e alla fine viene interpretata da Juliette Jouan), il baricentro narrativo si sposta dalla figura del padre (un prodotto del XIX secolo) a quella della figlia (una donna del XX). Così come aveva fatto in Martin Eden, Pietro Marcello adotta un approccio dilatato e visivamente avventuroso per raccontare una storia imperniata sulle persone e le forze storiche che le definiscono, le imprigionano e talvolta le liberano. Sto ancora confrontandomi con questo film e non vedo l'ora di rivederlo".

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