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BOLOGNA - La 36ma edizione del Cinema Ritrovato ha rivelato a sorpresa un sorprendente incontro filmato da Agnés Varda con Pier Paolo Pasolini mentre passeggiano sulla 42a Strada a Manhattan nell’estate del 1967.

Rosalie Varda ha ripescato dagli archivi materni questo corto di 4’ in omaggio al centenario del grande poeta e cineasta nato a Bologna.

All’epoca Agnés Varda teneva un diario quotidiano con la macchina da presa a 16 mm in mano. Vediamo Pasolini che risponde gentilmente in francese - la colonna sonora fu registrata in seguito - alle domande della cineasta francese.

PPP - Devo parlare in inglese?

AV - No, tenta in francese per favore. Cosa ti colpisce di New York?

PPP - La povertà.

AV - Veniamo al cinema. Parlami per favore della tua definizione di realtà e di finzione.

PPP - Non c’è differenza. Perché il cinema è la realtà che si esprime da sé. Nella realtà io sono in grado di riprendere un uomo che cammina per la strada e che non è cosciente di essere filmato. Questa è la realtà. Se scelgo un attore per interpretare quell’uomo allora c’è un’altra realtà, la realtà dell’attore. Ma è sempre la realtà, non è mai finzione. Io scelgo sempre un attore per quello che è, non mi piace che reciti. Non posso prendere un uomo buono per recitare il ruolo di un cattivo. È impossibile per me, è…ripugnante [in italiano]. Penso sempre al cinema come una realtà audiovisiva. E i dialoghi sono una parte della realtà, una parte dell’immagine.

AV - L’altro giorno hai detto che sei un marxista che ha perso la fede.

PPP - Il mio rapporto con la religione è talmente oscuro che non riesco a parlarne. Io non ho avuto un’educazione cinematografica, mi sono avvicinato al cinema a quarant’anni. Quindi la mia cultura è più figurativa che cinematografica.

AV - Tu utilizzi enormemente il repertorio iconografico della religione cattolica.

PPP - Non si tratta del repertorio della religione cattolica, si tratta della pittura italiana. Poco a poco ho abbandonato la mia ossessione figurativa. Mi spiace, sono ossessionato da questa estetica, quindi devo filmare un’immagine con lo stesso amore che ha un pittore per il proprio quadro.

AV - Su questa inquadratura sfocata, ciao Pier Paolo Pasolini.

Introducendo il filmato Gian Luca Farinelli ha sottolineato come questa dichiarazione pasoliniana sia perfettamente in armonia con la grande mostra che Bologna ha allestito questa estate: "Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative". La mostra, curata da Marco Antonio Bazzocchi, Roberto Chiesi e Gian Luca Farinelli, è visitabile fino al 2 ottobre nel Sottopasso di Piazza Re Enzo. Il catalogo illustrato è edito dalla Cineteca di Bologna. https://cinetecadibologna.it/news/pier-paolo-pasolini-folgorazioni-figurative/

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