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“Sono contento perché le troupe straniere vanno a Cinecittà, ma vorrei che ci girassero il più possibile anche gli italiani, non solo le serie, ma anche i film. Io ci ho girato tanto e spero che sia sempre al centro del nostro cinema, andrebbe tutto a vantaggio della ripresa”. Lo dice Carlo Verdone, che ieri ha inaugurato ad Ascoli Piceno la mostra di fotografie “Carlo Verdone. Il colore del silenzio” per La Milanesiana, scatti di paesaggi, nuvole e colori, senza figure umane, che saranno esposti fino al 4 settembre alla Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”.

“Ho tanta speranza per il futuro del cinema in sala – ha aggiunto il regista, commentando la situazione dell’esercizio - mi dispiacerebbe davvero se i cinema chiudessero definitivamente e restassero solo le piattaforme, sarebbe la morte del tempio dell’immagine. Anche le serie vanno bene, le faccio anch’io, ma bisognerebbe riportare la gente al cinema. Ora ci sono film che vanno in sala e fanno 1.000 euro, è una cosa che fa paura, il pubblico si è disabituato a quell’esperienza, ormai funzionano solo pochi film americani, tipo quelli della Marvel. Sarebbe il caso che il cinema italiano si desse una mossa per rendere i soggetti più appetibili”. Dopo il film Si vive una volta sola, la cui uscita in sala è stata ostacolata dalla pandemia, Verdone ora è impegnato sulla seconda stagione della serie tv Vita da Carlo.

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