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"Abbiamo colto l'appello dell'ad di Rai Cinema Del Brocco e dell'ad di Medusa Letta per la difesa della centralità della sala, anche per il suo ruolo sociale, trasformandolo in una mozione che è stata accolta da tanti colleghi e calendarizzata per la discussione in aula domani. Prima del voto comunque vorremmo che intervenisse anche il ministro Franceschini, che abbiamo invitato".

Lo spiega in Sala Zuccari al Senato, Maurizio Gasparri (Fi) tra i primi firmatari della mozione, sostenuta da senatori, fra gli altri, di FI, Pd, Leu, Iac, ipf e Gruppo Misto, per tutelare l'attività delle sale cinematografiche, messa a dura prova dall'emergenza Covid e anche dalla trasformazione del sistema di distribuzione.

Fra le richieste, una "finestra" di 180 giorni per tutti i film a protezione dell'uscita in sala per i prossimi tre anni; prolungamento del tax credit al 60% alla distribuzione e rimodulazione per quello alla produzione; regolamentazione delle "uscite evento".

La "cultura è un elemento fondamentale per la ripresa economica e sociale del Paese. Pensiamo al dopoguerra, a quanto la letteratura, la poesia, l'arte, il teatro e soprattutto il cinema, abbiano spinto l'italia a riprendersi" sottolinea il senatore Pd Luigi Zanda. Per Loredana De Petris (Leu) "I dati della sale "non possono lasciare indifferenti.

Bisogna affrontare di petto questa crisi, che produce un effetto pesantissimo su tutta la filiera. E' evidente che vi è una concorrenza fortissima di tv e piattaforme ma le sale possono diventare sempre più anche luogo di incontro e formazione". In Italia "le sale stanno vivendo una crisi più forte rispetto ad altri paesi europei. I cinema da noi tengono meno soprattutto in quartieri più difficili e in piccoli centri. Quando chiude una sala viene meno in presidio sociale - osserva Francesco Verducci (Pd) - La politica deve intervenire con regole che rendano più equo il mercato e il settore". 

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