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Si è conclusa ieri, martedì 5 luglio, la terza edizione del Video Essay Film Festival (VEFF), la manifestazione che celebra una delle più innovative forme di critica sull’audiovisivo nell’ambito della programmazione di Cinema al MAXXI 2022. Il VEFF è stato realizzato da Fondazione Cinema per Roma e MAXXI nell’ambito di Cinema al MAXXI, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo della Sapienza Università di Roma, ed è curato da Mario Sesti e Andrea Minuz.

"Sono stato rapito dalla visione di questi bellissimi video essay - ha detto Enrico Vanzina, Presidente di Giuria, alla fine della serata e dopo la premiazione - A me che ho i capelli bianchi, che vengo da una famiglia di uomini di cinema, che ho fatto più di 80 film, avete trasmesso un'emozione così profonda e una passione straordinaria per il cinema. Vi ringrazio tutti."

Il Miglior Video Essay è The Kennel - Diary of a Dreamer di Demetrio Giacomelli, “Per l’evidenza, a tratti inquietante, con la quale mette in scena la manipolazione digitale come forma di riscrittura, risignificazione ed estenuazione inesauribile del senso del cinema classico che è il desiderio profondo dei video essay: come se tramite essi i film del passato potessero finalmente svelare il volto inconscio, nascosto e perturbante”.

Miglior Video Essay per la forma è The Actor's Body: A Spatialization Tool in Paolo Sorrentino's Films di Lucrezia Gandolfo. Miglior Video Essay per il contenuto (ex aequo) sono Riding Horses, Riding Bicycles. Horses, Bicycles and Shifting Heroes di Edoardo Spallazzi, Federica Di Giampaolo e Scorsese’s Voice Over di Lorenzo Mandile. Una Menzione Speciale va a The Eddy: Shooting Jazz in The Work of Damien Chazelle di Beatrice Ambrosio

In occasione dei cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, il VEFF ha deciso di invitare appassionati, studiosi, cinefili e allievi di scuole di cinema e di facoltà universitarie a esercitarsi con un video essay sul cinema del grande regista. Il Miglior Video Essay Classic è dunque Figure di Gianluca Abbate e Angela Prudenzi. “Per l’eleganza estetica dell’animazione digitale con la quale infonde plasticità e tridimensionalità a volti, scorci e inquadrature pasoliniane accompagnate dal lirismo immaginifico del cinema virtuosistico dei suoi testi poetici e della sua prosa”.

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