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Esce in sala il 29 settembre con Medusa Film in più di 350 copie Tutti a Bordo di Luca Miniero, prodotto insieme a Indiana, con Stefano Fresi, Giovanni Storti, Giulia Michelini e Carlo Buccirosso.

Un “train movie”, verrebbe da dire, che inizia quando il decenne Juri, assieme ai suoi amici, dopo due duri anni di lockdown, si appresta a partire per una vacanza studio decisa da suo papà in un istituto decisamente poco rassicurante, più simile a un lager che a un luogo di svago.

I ragazzi non hanno proprio voglia di andarci e così partono in autonomia, suscitando la preoccupazione del padre, già in procinto di perdere il rapporto con la moglie. Seguono una serie di avventure tragicomiche, rocambolesche e divertenti, con il papà all’inseguimento dei figli assieme a un inaffidabile nonno e a un immarcescibile ripetente.

Dopo Benvenuti al Sud, Miniero è considerato un espero di ‘rifacimenti’, e anche questo film non fa eccezione: "Il film francese originale, Attention au Depart!, è precedente alla pandemia. Si tratta di bambini che “perdono l’aereo”, per citare un classico USA, in questo caso è un treno, ma volevamo fare qualcosa all’italiana, un vero e proprio viaggio al confine tra il mondo dei bambini e quello degli adulti. C’è l’ispirazione anche ai Goonies, ad esempio nella colonna sonora. Quando si parla di bambini è un must, magari per il futuro sarà Stranger Things. Difficile però girare chiusi per tanti giorni dentro a un vagone, un rapporto difficile, quello col treno”.

Dice Giampaolo Letta di Medusa: “ovviamente è stata preziosa la collaborazione con le Ferrovie dello Stato, che hanno collaborato con personale, strutture e mezzi in un film goliardico, scherzoso e divertente, dove il Capotreno è anche un po’ preso in giro. E hanno messo a disposizione mezzi, strutture e stazioni, immaginate quanto sia stato complicato conciliare il fatto che le stazioni siano disponibili solo dopo la mezzanotte col fatto che i minori a quell’ora non possono girare. Abbiamo dovuto ricostruire alcuni elementi, per andare incontro alla logistica”.

“Tecnologicamente – dice ancora Miniero – ora è possibile simulare il viaggio in maniera molto realistica, i movimenti sono così più credibili. Io dovevo gestire la tecnologia del videowall, una questione prettamente registica, riuscire a girare in situazioni ostiche riuscendo a restituire il realismo, offrendo la percezione del viaggio”.

Dice la protagonista femminile Michelini, del suo personaggio: “Chiara è attenta, premurosa e probabilmente non si fida di alcuni aspetti della genitorialità del padre di suo figlio, ma quello che lei impara è che è importante anche fidarsi, a volte giova e fa bene a tutti”. Fresi e Storti lavorano per la prima volta insieme.

Scherza Fresi: “mi scambiano spesso per Battiston che ha fatto un film con Aldo, Giovanni & Giacomo, e una volta mi hanno detto ‘sei Aldo, Giovanni & Giacomo!’. Sono grosso, ma un trio mi pare troppo. Comunque tutto è iniziato col gatto di Giovanni che mi vomitava addosso, mentre leggevamo il film. A parte questo mi sono trovato benissimo e divertito tantissimo. Giovanni è amabile. Io andavo sempre in vacanza in Sardegna dai nonni, un’esperienza come quella del film non l’ho mai vissuta”.

Complimenti anche dall’altra parte: “Stefano è positivo e propositivo, il contrario di me che sono pigro. Un connubio fantastico. Un’esperienza simile a quella del film – commenta Storti – l’ha avuta il mio compagno di trio Giacomo, che è fuggito da una colonia estiva. Si è preso un sacco di botte ma alla fine è rimasto in vacanza coi genitori”.

“Ho sempre amato i bambini – racconta Buccirosso – ho fatto scuola per tanti anni e da loro impari, se sei positivo e umile. Non ho figli ma ne ho avuti tanti idealmente, ho nipoti e quindi i bambini li conosco. I bambini non hanno esperienza, non sono attori, ti manca l’appoggio che ti può dare un professionista che fi fa da spalla. Quindi devi trovarti tu gli appoggi, ma manca anche la malizia dell’attore importante, che magari ti ostacola. Non è detto che si entri in sintonia, soprattutto tra comici. I bambini non avranno mai voglia di sopraffarti. Ho dovuto pescare una certa severità, o sarei andato troppo sulle righe, ma al contempo non puoi diventare antipatico al pubblico. Non uccido nessuno nel film quindi dovevo mantenere una certa linea di simpatia. Mi sono informato con dei Capotreni per capire fino a che punto si può essere severi”.

Anche Miniero ha già lavorato coi bambini, ne La scuola più bella del mondo: “Provo sempre a trattarli come attori adulti – dice – magari eccedendo. Alla fine possono essere tranquillamente all’altezza di una recitazione naturale. Ti colpiscono per bellezza, pe spontaneità o magari anche per una specifica capacità di recitazione. Sono molto piccoli in questo caso, mi piace il fatto che non recitino da bambino piccolo ma nemmeno da macchinetta, come sempre più spesso capita quando si fa recitare i bambini. Anche sul set i genitori erano lontani, quindi l’esperienza di set era fedele a quella vissuta nel film. In generale però gli italiani non amano i bambini, fingono di amarli, perché sono pochi. Ma poi quando sei sul treno o sull’aereo coi bambini imbizzarriti la tolleranza è zero”.

“C’è un buon andamento del box office nel weekend – dice Letta in chiusura – i risultati dell’ultimo fine settimana hanno raddoppiato gli incassi della precedente, sperando che la tendenza continui. Ci sono e ci saranno molti film nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, speriamo di raggiungere i risultati di due anni fa”.

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