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Sarà per il trauma che abbiamo subìto con la pandemia, sarà per le angosce belliche e per la paura del disastro climatico, ma sembra che tutti noi, anche come spettatori cinematografici, abbiamo sempre più disperatamente bisogno di trovare conforto nell’arte e nell’amore. Cogliendo lo spirito del tempo, il cinema suggerisce alcune vie, e non è un caso se in questi ultimi tempi abbiamo visto sul grande schermo diverse storie in cui il palcoscenico teatrale - ma soprattutto il potere trasformativo della recitazione - ha trovato uno spazio centrale. Dopo La stranezza, Grazie ragazzi e Forever Young, anche alcuni protagonisti del francese A letto con Sartre di Samuel Benchetrit si cimentano con il teatro, in questo caso amatoriale. Con gli esercizi in cui bisogna liberare l’animale che si ha dentro, con le battute declamate con voce stentorea, con lo spogliarsi del ruolo che si veste fuori dalla sala per vestirsi di quello di qualcun altro, paradossalmente più vicino a se stesso.

Al cinema dal 26 gennaio con I Wonder Pictures – un anno e mezzo dopo la presentazione a Cannes Première 2021 – il film propone quell’atmosfera tenera e surreale che già conosciamo in Benchetrit (autore, tra gli altri, de Il condominio dei cuori infranti nel 2015). A Dunquerque Jeff (François Damiens) è il boss di una piccola organizzazione criminale “a conduzione familiare”: un gruppetto di persone legate tra loro da affetto e riconoscenza, uomini di mezza età pronti a uccidere per un nonnulla… ma con un cuore grande così. Jeff è sposato da 25 anni con Katia (Valeria Bruni Tedeschi), ma ormai la ignora e stravede per Roxane (Constance Rousseau), cassiera di supermercato con occhi grandi e maglioncino rosa cui dedica i suoi primi esperimenti poetici. È affidato al suo fedele Neptune (Ramzy Bedia) il compito di consegnare alla ragazza i suoi messaggi d’amore, mentre Jésus (Joeystarr) e Poussin (Bouli Lanners) sono incaricati di convincere - con le buone o con le cattive, inclusi soffocamenti e strangolamenti – i compagni di scuola della figlia adolescente di Jeff ad andare alla sua festa di compleanno. Intanto lo scagnozzo Jacky (Gustave Kervern) deve recuperare dei soldi fatti sparire dal contabile, e si presenta con un’ascia in mano a casa sua, dove però trova solo sua moglie Suzanne (Vanessa Paradis), che lo coinvolgerà nella messa in scena a teatro di una commedia musicale su Sartre e Beauvoir.

Incorniciati da luoghi “sospesi” – una spiaggia d’inverno, il teatro in cui si svolgono le prove della pièce, la casa in ristrutturazione di Suzanne, il supermercato in cui lavora Roxane – i protagonisti di A letto con Sartre alternano brutalità a tenerezza, gesti super-romantici ad accessi di violenza improvvisa. Il killer Poussin ha sempre in tasca il volumetto “L’arte della pace interiore”, ma esplode di rabbia ogni cinque minuti. Quella diretta da Samuel Benchetrit è una truppa criminale adorabile, insomma, cui ci si affeziona grazie al grande talento di tutti gli interpreti e al tono surreale e poetico creato - e ben mantenuto - dal regista. Questi personaggi “sono colti da una tenerezza che li supera – ha scritto Benchetrit nelle note di regia – Ho ricordato agli attori sul set: tutti abbiamo una poesia dentro di noi, un’ora di tenerezza al giorno. Gli dicevo anche: non dimenticate che c’è un piccolo fiore dentro di voi. In genere ridevano di me…”.

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