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Sarà quasi certamente il regista del film-tv su Giovanni XXIII, il Papa buono - l’hanno annunciato giorni fa i dirigenti di Mediatrade. Ma lui, non si lascia sfuggire nulla. Non accenna minimamente ai suoi progetti futuri. Anzi, si irrita quando i cronisti più incalzanti continuano a pressarlo di domande. “Che farò? Cinema, tv, un po’ di tutto. Non mi piace fare annunci in anteprima. Sono proprio come San Tommaso: finchè non vedo non credo! La mia vera forza è il dubbio. E poi ogni volta che ho parlato prima di qualche progetto non si è mai avverato!".
E’ davvero un tipo scaramantico e abbottonato, Ricky Tognazzi, figlio d’arte, attore e regista dalla chiara fama. Adesso è tutto preso dall’ultimo personaggio che ha interpretato: Tommaso, l’apostolo incredulo, impreparato ad affrontare il grande mistero della fede, nonostante l’amore per Gesù.
La fiction di cui è protagonista, prodotta dalla Lux Vide per Mediatrade, andrà in onda il 16 aprile, giorno di Pasquetta, su Canale 5 alle 21. Un lavoro da 5 miliardi, girato nella “Cinecittà del Marocco", Ouarzazade, con cui Mediatrade conclude la serie Amici di Gesù, iniziata lo scorso gennaio.

Ricky Tognazzi Tognazzi, com’è il suo Tommaso?
Tommaso è un investigatore dell’anima tormentato dal dubbio. E’ l’archetipo di una persona che si avvicina un po’ a tutti noi. Il film ispirato al suo personaggio è bello, teso e compattissimo, con un montaggio molto dinamico e forte, correlato dalle bellissime musiche di Marco Frisina. E' una sorta di detective-story. Tommaso cerca concretamente il corpo di Gesù. Una ricerca materiale che lo porterà ad avventurarsi nei meandri della sua vita interiore.

Da regista, come giudica il film?
Ho scelto di fare tv dopo svariate offerte che rifiutavo. Ho deciso per la qualità del lavoro e la bellissima sceneggiatura che mi hanno offerto. Conoscendo i lavori precedenti della Lux Vide e il regista Raffaele Mertes. Ho avuto l’opportunità di recitare anche in inglese, con attori internazionali. Perché il film sarà distribuito in tutto il mondo. Quando faccio l’attore non do mai giudizi da regista. Ho un approccio molto istintuale e, siccome conosco poco le mie qualità istrioniche, mi affido completamente.

Ricky Tognazzi Può azzardare un confronto tra tv e cinema?
Giudico la tv uno strumento straordinario, capace di entrare nelle case di tutti. Una platea così vasta che il cinema si può concedere solo per i film da l’Oscar. La tv ha un solo grosso difetto-pregio: di consumarti e macinarti il giorno dopo. Al cinema, invece, "hai voglia" di macinare!

Che rapporti ha con il teatro?
Il teatro è una palestra irrinunciabile. Ti dà la sensazione di crescere giorno dopo giorno grazie al rapporto non solo col pubblico ma anche con te stesso. Impari più durante una tournèe teatrale che in 10 anni di cinema.

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