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Da ogni parte del mondo continuano ad associarla all’iconico personaggio della camorrista Scianel di Gomorra, eppure Cristina Donadio è un’attrice che vanta oltre quarant’anni di carriera tra teatro, cinema e televisione, diretta da autori come Pappi Corsicato, Alberto Bevilacqua e, più di recente, Edoardo De Angelis. La serie tratta dal bestseller di Saviano le è valsa un’ondata di popolarità senza pari, eppure l’interprete napoletana non si è mai fermata, né adagiata sugli allori, ha continuato a scegliere personaggi e storie che le facessero battere il cuore come il primo giorno.

Così, nonostante la pandemia, da gennaio a oggi ha girato ben tre film in arrivo (il nuovo di Francesco Patierno, Con tutto il cuore di Vincenzo Salemme e Il peso esatto del vuoto di Vincenzo Pirozzi) con cui, tra l’altro, sfata il luogo comune secondo cui superati i cinquant’anni non ci sarebbero ruoli o storie di spessore per donne.

Partiamo dal film di Francesco Patierno, è girato nella sua Napoli. 

L’idea è nata proprio durante il lockdown: una città anarchica, schizofrenica e contraddittoria trasformata in una città fantasma, silenziosa. Napoli muta e silenziosa è qualcosa di affascinante, nulla sembrava più affine e contemporaneo dell’idea della trasposizione cinematografica della Peste di Camus. Patierno ha iniziato a filmare questa città spettrale, ed è stato lo spunto per il film.

Il suo personaggio?

Nel testo originale era un uomo, nel film invece sarò la Cottard, una spietata speculatrice. Si dice, ed è vero, che c’è sempre chi specula sulle tragedie, il mio personaggio fa esattamente questo, compra cose falsate sottobanco, fa un mercato nero di siringhe, insomma è un personaggio totalmente negativo. Un essere disumano, ma purtroppo verosimile.

La divertono i ruoli da villain o anti-eroina?

Interpretare la 'cattiva' è divertente, certo, ma anche più sfidante per un’attrice. Devi andare in cerca dei tuoi demoni più nascosti per tirare fuori sguardi, gesti, voci che non ti sono naturali o abituali. Devi scavare in profondità per essere un falso autentico. Ogni volta che mi affidano il ruolo di una villain provo a evitare in tutti i modi di riproporre anche solo vagamente Scianel, la lascio riposare dentro di me da una parte, attendendo il momento giusto per risvegliarla.

Sta pensando a un ipotetico spin-off, come L’immortale di Marco D’Amore?

Magari! Mi piacerebbe. Intanto ho prodotto una puntata pilota di una serie animata da un bravissimo disegnatore napoletano con Scianel protagonista: una ragazzina di periferia, figlia di un killer di camorra, che diventa la iena di Secondigliano. Credo possa essere interessante raccontare cosa si nasconde dietro a un personaggio simile.

Anche in Con tutto il cuore vestirà i panni di una donna di camorra?

Sono Donna Carmela, una donna che ha perso il figlio camorrista, ucciso, e riesce a donare il suo cuore. In cambio, vuole che la persona che lo accoglierà in petto vendichi la morte di suo figlio. Ovviamente chi riceve il cuore non sa niente di tutto questo e Vincenzo Salemme, regista del film, veste i panni di un mite professore di greco e latino in questa commedia degli equivoci divertente ma amara, insieme grottesca e profonda.

Insegna danza, invece, ne Il peso esatto del vuoto.

Vincenzo Pirozzi, che interpretava mio figlio in Gomorra, mi ha proposto questo suo film che è un noir dell’anima su un fratello e una sorella che si sono persi da 25 anni. Lui è un parroco del quartiere Sanità, interpretato da Peppe Servillo. Lei, cioè io, un’ insegnante di danza che vive a Posillipo e torna dopo vent’anni a casa del fratello, perché lui ha un ictus e lei cercherà di recuperare un rapporto complicato. Una storia molto cupa che terminerà con un atto atroce. Un grande atto di amore alla Amour di Haneke, metafora dell’impossibilità di recuperare relazioni deteriorate dal tempo.

La sfiora mai il pensiero di passare alla regia?

Mi piace farlo a teatro, al cinema penso si possa fare solo se la si avverte come esigenza profonda. La curiosità non basta, serve l’urgenza. Io ho fatto della passione il cardine della mia vita e della mia carriera: ho il privilegio, pur avendo scelto un mestiere da 'precaria', di poter scegliere che cosa fare e dove investire le mie emozioni. Finora non mi pento di niente: dal primo giorno di set a oggi rifarei tutto. 

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