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Dal 21 novembre, su Sky Cinema e su Now, è Flebo, uno dei giovani avventurosi protagonisti de I Viaggiatori di Ludovico Di Martino che si ritrovano a salvare il mondo nella Roma fascista del 1939. A soli 16 anni, Fabio Bizzarro ha affrontato questo Ritorno al futuro tutto italiano con un bel bagaglio di esperienza già accumulato grazie alla partecipazione alla commedia Croce e delizia (di Simone Godano, del 2019), alla serie Disney I cavalieri di Castelcorvo e a un piccolo ruolo nella miniserie per Canale 5 Più forti del destino. Romano di Acilia, studente al liceo Scientifico, Bizzarro è un “attore per caso” che ha dimostrato da subito di sentirsi a suo agio sul set, portando con naturalezza sullo schermo lo spaesamento tipico della sua età. E che ora, da spettatore appassionato di Breaking Bad, La casa di carta, di film action e sci-fi, sembra aver trovato la sua strada per passare definitivamente dall’altra parte, davanti alla macchina da presa. Presto lo vedremo anche nella commedia La seconda chance di Umberto Carteni, in cui interpreta il figlio di Max Giusti.

Come è iniziato il tuo percorso da attore? Quando hai recitato in Croce e delizia eri giovanissimo.
Sì, avevo 12 anni, ed è stato un colpo di fortuna. Un’amica di mia mamma insisteva perché mi iscrivessi alla sua agenzia di attori e mandassi le mie foto. Noi facevamo resistenza, dicevamo ‘ma che ci importa?’, finché un giorno con un’altra amica di mamma abbiamo fatto delle foto, le abbiamo mandate e sono stato chiamato subito per dei provini. Sono stato fortunato, mi hanno preso per un film con un cast composto da Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio e Jasmine Trinca! Quando sono arrivato alla lettura del copione mi chiedevo ‘sicuri che siamo nel posto giusto?’. Da lì il percorso è stato più in discesa che in salita, grazie al fatto che avevo partecipato a un film così importante.

Prima che capitasse il "colpo di fortuna", l’idea di fare l’attore o lavorare nel cinema non era per niente nel tuo orizzonte?
No, lo è diventato dopo la prima esperienza, perché mi sono divertito tantissimo. Ora proseguo come hobby, perché prima di tutto devo pensare alla scuola.

Com’è andata, con Croce e delizia, la prima volta davanti alla macchina da presa?
Non mi ha mai messo ansia l’idea di trovarmi la macchina da presa di fronte alla faccia, semmai mi metteva ansia ritrovarmi con quelle persone così importanti e fare bene ciò che dovevo fare. Mi sento bene, mi piace recitare, non mi sento sotto pressione. Mi diverto e a quanto pare mi riesce, ma non mi voglio allargare.

I tuoi genitori come stanno vivendo il fatto di avere all’improvviso un figlio attore?
Mia mamma mi incoraggia, è contentissima, ogni volta che parla di me si accende come una miccia, anche mio padre è contento, mi aiutano a preparare i provini a casa.

E ora che intenzioni hai?
Ho un piano ma non mi piace tanto programmare perché la vita è imprevedibile, potrebbe succedere qualunque cosa, ma vorrei finire la scuola e uscire con un voto buono, poi iniziare a studiare recitazione, in Accademia o con un corso privato.

La recitazione per te è una cosa istintiva o hai fatto corsi o laboratori?
Le prove per I viaggiatori erano cose che si fanno in un corso di recitazione: facevamo improvvisazioni entrando nei personaggi del film, facevamo lavori sulle emozioni o provavamo scene che non avevano nulla a che vedere con la storia del film. Ancor di più, dopo questa esperienza ho capito che voglio continuare a fare questo percorso.

Condividi con il tuo personaggio ne I viaggiatori la passione per i videogiochi?
Con Flebo condivido prima di tutto la paura. Io ho paura di fare qualunque cosa, soprattutto le cose che fa lui nel film: spari, guerre, botte. I videogiochi mi piacciono ma ultimamente li ho un po’ abbandonati, perché sono un po’ più impegnato e preferisco fare altro.

Il film di Di Martino è pieno di azione ed effetti speciali. Ci sono state scene particolarmente difficili o particolarmente divertenti?
È stato difficile soprattutto quando ci siamo ritrovati a recitare appesi a dei cavi: è stato terribile, anche essendo un atleta, abituato a sforzi fisici prolungati, è una cosa che non auguro a nessuno. Per il resto, giocando a calcio ero già piuttosto allenato di mio per le scene d’azione.

Il calcio è una passione che coltivi da tempo, con che spirito?
Gioco in un normale campionato regionale, come capita a tanti ragazzi della mia età. Lo faccio per divertimento e per restare in forma, non per fare il calciatore professionista. Non riesco a stare fermo, non sarei mai capace di stare a casa tutto il giorno senza fare niente, mi sentirei in colpa.

Se ti dicessero che puoi esprimere un qualsiasi desiderio e sarà esaudito, su cosa punteresti?
Mi piacerebbe partecipare a un bel progetto Netflix, scritto bene e che abbia successo.

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