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TORINO. “Il progetto del mio nuovo film, The Sandman tratto da un fumetto americano, sta andando avanti e lo girerò l’estate prossima. Coinvolge Iggy Pop, ma non so ancora quale ruolo avrà”, dice il regista Dario Argento che al TFF ha presentato la versione restaurata di Profondo rosso, che torna in sala l’anno prossimo dopo la recente anteprima romana. “Ho incontrato Iggy Pop a New York, lui per me è un mito e viceversa. Così mi ha chiesto di avere una parte nel film. Ha una faccia rude e forte, un fisico strano ed è una persona colta, che conosce bene il cinema e la musica. Il film, una coproduzione canadese, americana e tedesca - continua Argento - s’avvale anche del crowdfunding che finirà l’8 gennaio e che coinvolge due società: Amazon, influente in Estremo Oriente, e IndieGogo che gravita su USA e in Australia. Il crowdfunding serve in parte a finanziare il film, perché la cifra raccolta non sarà grande, ed è piuttosto un modo di avvicinare il mio pubblico al film, che ha così un dialogo diretto con il sottoscritto, si sente partecipe dell’avventura e io rispondo alle loro domande. C’è una familiarità che ci tiene uniti”.

Quanto al tanto annunciato remake americano di Suspiria, il regista dice che è “un mistero, il film è stato comprato qualche anno fa dalla Fox che l’aveva distribuito. Sono state scritte quattro sceneggiature ma nessuna ha convinto i produttori, del resto l’interprete a suo tempo del film, Jessica Harper, è moglie di uno dei boss della Fox. Comunque non mi hanno mai consultato. Non so se riusciranno a realizzare il remake, spero di no”.
Tra i progetti futuri del regista, ma prima deve girare The Sandman, ci sono due serie tv una americana e l’altra europea.

Non gli piace più di tanto l’horror americano perché troppo legato alla tecnologia e poi “racconta sempre la stessa storia poiché i padroni dei film sono le banche che vedendo che un horror particolare va bene chiedono di rifare sempre quello. Così si ripete la storia dei ragazzi che trascorrono il fine settimana in una casa in mezzo alla foresta, dove si ubriacano, fumano spinelli e nel frattempo arrivano degli sgraditi ospiti... Preferisco gli horror che vengono dalla Corea, dal Giappone e dalla Thailandia perché in questi paesi c’è ancora l’interesse per la psicologia e per i personaggi”, conclude Argento.

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