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Continua il MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, che si è svolto in parallelo con la Festa del Cinema di Roma e che proseguirà fino a domani 24 ottobre. Molti gli appuntamenti della giornata tra cui si segnala l’adesione dell’Italia al programma Ibermedia, per il rafforzamento dei legami con i paesi latino-americani e iberici.  Il programma è finanziato da 18 membri e osservatori del CACI e nato con l’intento di promuovere lo sviluppo e la coproduzione di film originari dei territori membri all’interno dei propri mercati e a livello internazionale. Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Mibact, ha detto: “Questo è il coronamento di un percorso iniziato anni fa che ci consente di lavorare ancora più a stretto contatto con i nostri amici sudamericani, con un dialogo semplice e proficuo. Oggi quello che firmiamo è un avvio, un inizio. Speriamo di poter celebrare tra pochi mesi i primi successi produttivi.” Borrelli aveva anche partecipato ieri all’incontro La commissione europea e l’industria dell’audiovisivo,  ponendo l’accento sul cambiamento del settore audiovisivo in Europa “Il mondo cinematografico e dell’audiovisivo è in profondo cambiamento, e anche le regole a livello europeo stanno cambiando. I servizi media-audiovisivi, il copyright, la diffusione via satellite, la portabilità e il geoblocking sono questioni che devono essere definite innanzitutto a livello comunitario e poi trasferite a livello nazionale perchè le tematiche europee sono anche quelle italiane. Noi presidiamo a livello di istituzioni europee consci che da lì viene il nostro futuro”.

Tra gli altri incontri del MIA oggi, Film Literacy in Europa, panel per promuovere l’educazione al cinema, per costruire il pubblico di domani e per favorire la circolazione del cinema in Europa, Cinema, we are serial!, con la partecipazione del produttore di Cattleya Riccardo Tozzi, del regista Gianni Amelio, dell’attrice Maria Pia Calzone e del regista Matteo Rovere. Di particolare interesse anche il Bilancio della Stagione televisiva 2015/2016: i dati dell’Offerta RAI, Mediaset, Sky e della produzione televisiva italiana 2015/2016. Marco Follini, Presidente APT ha dichiarato: “La fiction italiana sta attraversando una fase di crescita testimoniata dagli ascolti sul piano nazionale ma ancor più dalla dimensione globale che passo dopo passo sta assumendo. Alcune produzioni più di punta stanno confermando proprio in queste settimane tale tendenza. Ma i risultati di eccellenza di cui si parla in queste non sono altro che la punta di un iceberg più vasto e massiccio formato da una grande quantità di imprese produttive e di progetti creativi che stanno prendendo forma".

“La fiction resta un pilastro della programmazione televisiva italiana. L’Italia supera la Francia, la Gran Bretagna e la Spagna come ore trasmesse sul totale delle trasmissioni, dietro soltanto alla Germania. Alcuni prodotti italiani iniziano a distinguersi per qualità e riconoscibilità internazionale ma per rendere sistematico tale cambiamento è necessario risolvere alcuni annosi problemi”, dichiara Bruno Zambardino, docente di Economia e Organizzazione del Cinema e della TV alla Sapienza Università di Roma, che insieme con Monica Sardelli,  ha condotto lo studio della produzione televisiva per APT.  Lo studio di Milly Buonanno, direttrice dell’Osservatorio sulla fiction italiana, afferma che i tre principali operatori del sistema televisivo nazionale - Rai, Mediaset, Sky – contribuiscono in maniera assai diseguale ad alimentare la produzione. Di fatto, in presenza della drastica riduzione dell’offerta di fiction sulle reti Mediaset e dell’apporto quantitativamente marginale della (pur ‘risonante’ internazionalmente e critically acclaimed) produzione Sky, i dati mettono in luce la situazione di squilibrio di un’industria televisiva e di un sistema di storytelling che, per i tre quarti dell’output (76%), poggia sulle politiche produttive ed editoriali della sola televisione pubblica. Infatti le reti pubbliche, soprattutto Rai1 sulla quale si concentra circa la metà (201 ore) dell’intera offerta stagionale, realizzano - pur in una fase di crescente frammentazione del consumo - soddisfacenti performances di ascolto, che per una buona metà dei titoli in programmazione superano in varia misura il 20% di share media. Lo studio di Zambardino segnala dati positivi da Rai Fiction il cui budget 2015 è in crescita (circa 200 milioni).  

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