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GOLFO ARANCI - Piedi nella sabbia e cinema sotto le stelle nella suggestiva Cala Sassari di Golfo Aranci. Parte così il primo ciclo di proiezioni dei film in competizione del Figari Film Fest, la rassegna dedicata al cinema e al mercato internazionale del cortometraggio. Tra i membri della giuria l’attrice Tea Falco, protagonista delle serie Sky di successo 1992 e 1993, il direttore del festival Mecal di Barcellona Roberto Barrueco, e Laura Delli Colli. Tra i corti italiani ad aprire il concorso La notte del professore di Giovanni Battista Origo, una commedia su un bizzarro Cluedo condominiale che scatta, di pianerottolo in pianerottolo, dopo che una telefonata notturna avverte una delle famiglie di inquilini della presenza di un morto nel palazzo. L'ispirazione per il film, scritto nel 2014 a quattro mani insieme ad Elettra Melucci, è un episodio avvenuto da giovane alla madre del regista, l'attrice Benedetta Buccellato che nel corto interpreta il ruolo di Anna, la donna svegliata per prima dal trillo del telefono. "Ci siamo ispirati alla scuola della grande commedia all'italiana degli Anni '60 - racconta il regista- una tradizione che ultimamente si è un po' persa e che abbiamo voluto vivificare, ambientando poi il racconto nella situazione chiusa e iperreale delle dinamiche interne di un condominio". Il film, realizzato grazie a un bando Nuovo Imaie e prodotto dalla Amaro, casa di produzione che il regista ha fondato nel 2013, è stato girato in quattro giorni, "con tutte le dinamiche e i problemi che possono nascere nel girare in un condominio. Non siamo riusciti ad avere il permesso per chiudere gli accessi e ragazzini e persone anziane di continuo entravano e uscivano dai loro appartamenti e irrompevano in scena interrompendo le riprese".

Nel cast, tra gli altri, Sergio Basile e Riccardo De Filippis (entrambi nell'episodio firmato da Origo del film sul precariato In bici senza sella) ma anche Renato Scarpa, Fabio Bussotti e Caterina Corsi. "Gli attori già si conoscevano tra loro, questo ha aiutato a creare un'atmosfera molto rilassata e collaborativa, con una buona dose anche di divertimento. Mi piace l'idea che sul set si crei una dinamica di sintonia, è qualcosa che a lavoro finito viene restituito nel film". Una partecipazione di volti noti che non è comune trovare nei lavori di giovani autori: "Essere figlio d'arte un po' in questo aiuta - ammette il regista. Anche se in generale la crisi del settore ha reso tutti più disponibili, e poi con Facebook al giorno d'oggi si ha la possibilità di entrare in contatto diretto con chiunque". Ma c'è anche qualcosa di più, come suggerisce la sceneggiatrice Elettra Melucci: "Il progetto è nato in un clima di serenità assoluta, si è creata una grande complicità e sul set ho avvertito da parte di grandi artisti, come Renato Scarpa, la volontà sincera e spassionata di sostenerci come generazione. La loro voglia di rinnovare il cinema investendo sulle nuove generazioni". E se esercitarsi con i corti serve a capire la propria cifra stilistica e a raffinare la propria poetica, come sottolinea il regista, la prova del lungometraggio a questo punto è dietro l'angolo. Dopo tre cortometraggi che vedranno la luce nel prossimo anno, il duo Origo- Melucci è alle prese con il progetto del loro primo lungometraggio: "Siamo in fase di ideazione e vorremmo realizzarlo entro il 2018. Sarà una commistione di elementi provenienti dai contesti narrativi dei nostri precedenti lavori: vogliamo che sia un film godibile, in cui ci siamo elementi di ironia, che possono magari anche sfociare in dinamiche tragiche o patetiche, ma rispecchino sempre l'alfabeto emotivo personale che abbiamo creato finora". 

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