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BARI - Tocca a Pippo Baudo, star televisiva del Bif&st, che gli ha tributato il Premio Fellini per l'eccellenza artistica, introdurre il 'cine-concerto' jazz dedicato ad Armando Trovajoli, a cinque anni dalla sua scomparsa. "Ho avuto l'onore di diventare suo amico - ha ricordato il popolare presentatore, protagonista a Bari di una masterclass - e quando sono entrato a casa sua mi sembrava di stare in un santuario. Ho trovato un uomo importante e solenne, ma mai presuntuoso e sempre nobile nel tratto e amico nel trattamento del rapporto di amicizia".  

Ed è proprio ciò che si vede nel documentario Armando Trovajoli Cent'anni di musica, di Annarosa Morri e Mario Canale, un film vero e proprio (90' di durata) prodotto da Orme, Surf Film, Istituto Luce Cinecittà e Mana Film in cui il grande musicista ci fa rivivere attraverso una lunga intervista la sua intera biografia, dagli inizi ai grandi successi, alle tante collaborazione artistiche. Il filmato, realizzato con la consulenza della moglie Maria Paola Trovajoli, molto emozionata dopo la visione al Bif&st, e con la consulenza musicale di Maurizio Abeni, nasce da quattro lunghe conversazioni, tra la fine degli anni '90 e il 2009 condotte da Morri e Canale che stavano lavorando a una serie sulla musica e il cinema.

Trovajoli, nato a Roma il 2 settembre 1917 e morto a febbraio del 2013, ripercorre lucidamente i suoi amori musicali e racconta la sua vita avventurosa che spesso si intreccia con il cinema. Aveva appena 4 anni anni quando suo padre musicista - suonava l'accompagnamento ai film muti - gli regalò un piccolo violino, benché lo volesse architetto. Poi a 6 anni Armando scopre il pianoforte, a 16 è costretto a rimboccarsi le maniche, per aiutare la famiglia, e si guadagna da vivere (molto bene) come “Tapeur” ovvero pianista da piano bar. Le sue grandi passioni, fin da subito, sono e resteranno il jazz e la classica: tanto da dichiarare "dopo Bach non si dovrebbe più scrivere musica". Mentre l'amico Arturo Benedetti Michelangeli una volta gli disse: "Perché scrivi musica da film? Perdi tempo". 

Dopo la seconda guerra mondiale, che lo tiene cinque anni lontano dalle scene, Trovajoli riprende gli studi musicali e si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia. Studia composizione con Angelo Francesco Lavagnino, ma scrive anche canzoni per il Quartetto Cetra e Nilla Pizzi, suona e arrangia musiche per la radio. Il cinema irrompe per caso con una canzone: “El Negro Zumbon” scritta per il film Anna (1951) di Alberto Lattuada. Una hit mondiale cantata in play back da Silvana Mangano (la voce era quella di Flo Sandos) e citata anche da Nanni Moretti. Nella sua carriera sono centinaia le colonne sonore, scritte per Vittorio De Sica, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Monicelli, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Steno, Mario Mattoli, Luigi Magni, Sergio Corbucci, Marco Vicario. Ma, tra tutti, è proprio quello con Ettore Scola il sodalizio più sentito e congeniale con titoli come La famiglia, C'eravamo tanto amati, Dramma della gelosia, Brutti, sporchi e cattivi, fino al recente Concorrenza sleale.

All’inizio degli anni ‘60 l'altro grande incontro, quello con Garinei e Giovannini che dà vita a una serie di celebri commedie musicali: Ciao Rudy, scritta per Marcello Mastroianni, Rugantino con Nino Manfredi, Aggiungi un posto a tavola, Se il tempo fosse un gambero fino a Vacanze romane e una nuova commedia, ancora inedita, che si sta lavorando a portare in scena.

"Trovajoli - sottolineano gli autori del documentario - racconta molti episodi, come quello della gelosia suscitata in Federico Fellini da Ciao Rudy, tanto che costrinse Mastroianni a interrompere la tournée e pagare una mostruosa penale, più di cento milioni dell’epoca, per onorare il contratto già firmato per il Viaggio di Mastorna, un film che poi non riuscì mai a realizzare. Con la stessa leggerezza, Trovajoli parla del suo rapporto con uno dei più grandi pianisti del 900: Arturo Benedetti Michelangeli, di quello che suonava per lui e del concerto che avrebbero dovuto tenere assieme. E ci racconta il rapporto con Salvatore Accardo, che gli chiese una versione per violino del tema di Giuditta".

Trovajoli appare nell'episodio "Anna" di Ieri, oggi, domani di De Sica (1963): è lui il signore distinto che porta via Sophia Loren a Marcello Mastroianni dopo che l'auto su cui viaggiava la coppia mal assortita va in panne: "Appassionato di auto, era un vero esperto di Jaguar", rivela Mario Canale.  

"Fin dal primo momento - dicono ancora i due autori, che porteranno il documentario in tour insieme a un concerto - quello che ci aveva colpito era proprio la straordinaria umanità e la semplicità che aveva nel raccontare i momenti di una vita e di una carriera straordinaria nella quale la musica aveva sempre avuto un ruolo determinante. Per questo motivo abbiamo deciso di raccontarlo seguendo un percorso quasi cronologico ma in qualche modo scandito da capitoli che evidenziassero le varie fasi di una grandissima carriera". Tante le immagini di repertorio, con il fondamentale apporto dell'Archivio Luce.

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