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È il giorno della 33esima SIC-Settimana Internazionale della Critica: la selezione veneziana 2018 è stata presentata stamattina a Roma dalla sua commissione, in conclusione di mandato triennale, alla presenza del delegato generale Giona A. Nazzaro, con Luigi Abiusi, Alberto Anile, Beatrice Fiorentino, Massimo Tria, e Franco Montini, presidente del SNCCI, che ha subito tenuto a dire come: “La SIC si evolve attraverso nuovi autori e linguaggi: questo è il nostro scopo. L’augurio è che al coro degli autori del passato sdoganati dalla SIC si aggiungano quelli presenti quest'anno”.

Nazzaro ha poi introdotto la selezione, ma prima di entrare nel cuore della stessa, ha tenuto a spiegare l’immagine che campeggiava alle sue spalle, un rettangolo scisso in due, da un lato la foto e il nome di Oleg Sensov (condannato a 20 anni di carcere), dall’altro quello di Kirill Serebrennikov (agli arresti domiciliari dal 23 agosto dello scorso anno): “Questa diapositiva è il nostro atto di solidarietà per due artisti privati della libertà. Sensov sta facendo uno sciopero della fame che sta mettendo a rischio la sua vita. La SIC non poteva non schierarsi accanto a due cineasti dall'immenso talento, perché nel 2018 non può essere accettabile questo stato delle cose: oggi sono due persone, ma occorre massima vigilanza politica e sociale perché non accada che aumentino in futuro”. 

La SIC, fondata da Lino Micciché nel 1984, ha quest’anno visionato 496 lungometraggi inviati da tutto il mondo per essere selezionati, accanto ai 106 cortometraggi, un parterre numerico che cresce di anno in anno e che permette così alla Settimana, grazie anche al sostegno di MiBAC e Biennale - e di partner culturali tra cui Istituto Luce Cinecittà - di confermarsi sempre più una fucina prolifica per il cinema italiano e internazionale.

La selezione numero 33 è stata ben sintetizzata nelle parole del membro femminile della Commissione, Beatrice Fiorentino, che ha dichiarato trattarsi di: “una SIC da combattimento, battagliera, senza la paura di esporsi”.  

L’apertura è stata affidata a Tumbbad di Rahi Anil Barve e Adesh Prasad, un “fantasy indiano, che definire 'spielberghiano' è doveroso. Lontano dalla tradizione, senza le classiche canzoni alla Bollywood, ma due ore dirette: un segno di discontinuità”, ha detto Nazzaro.

Il delegato ha poi continuato, presentando uno per uno tutti e 7 i lungometraggi. A Kasha (The roundup) di Hajooj Kuka, che ci porta nell’Africa sub-Sahariana: "un film sudanese che somiglia al proprio Paese e non ad una ‘periferia cinematografica dell'Europa’. È una commedia, un film con un passo da cinema orale”. Dal Sud del mondo alla Germania, con Adam und Evelyn di Andreas Goldstein, che Nazzaro presenta a partire proprio dal suo autore: “un nostro decano, per un film di attese disilluse”. Ancora Europa, Francia, per Bêtes Blondes (Blonde Animals), di Alexia Walther e Maxime Matray, gli autori di questa: “commedia lunare che farà discutere. Narcolettica e ironica”.  Ancora due autori – Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub - per il documentario Lissa Ammetsajjel (Still Recording): “Il materiale è stato raccolto da due studenti siriani e documenta il momento in cui il conflitto s'è fatto più intenso, con uno sguardo dall’interno. Sin d'ora lo consideriamo già parte della Storia del cinema documentario”. Una lettera, M, per il titolo, un’autrice donna alla regia, Anna Eriksson, per il film: “più misterioso. Un autoritratto dell’artista, che si è proiettata negli ultimi giorni di vita di Marilyn Monroe. L'autrice ha curato ogni aspetto: un film che conferma le intuizioni cronenberghiane” (il regista, ricordiamo, sarà Premio alla carriera alla Mostra di quest’anno).  

L’altra donna in selezione è la nostra Letizia Lamartire, lanciata proprio da SIC@SIC (leggi il nostro approfondimento sull'edizione 2018), a cui ha partecipato lo scorso anno con il cortometraggio Piccole italiane e quest’anno presente alla SIC con Saremo giovani e bellissimi, per cui Nazzaro si è espresso parlando di: “prova del nove, di cui siamo estremamente felici: dimostrazione di come la SIC dia visibilità ai cortisti in un'ottica di futuro. È un esordio in commedia, che dà fiducia nel cinema italiano”. 

E dopo l’Italia, un Paese che esordisce alla SIC, il Montenegro, con Ti imaš noć (You have the night) di Ivan Sakatic: “Poema notturno sulla scomparsa della classe operaia. Un film-oggetto formalmente ineccepibile”.  

Chiude la sezione Dachra di Abdelhamid Bouchnak: “Dalla Tunisia, un horror in piena regola, per un autore formatosi in Canada: un discorso interessante sulla rivoluzione tunisina", secondo Nazzaro.

Non mancherà il Premio del Pubblico, che potrà esprimere il proprio gradimento tramite una cartolina distribuita a ciascuna proiezione: realizzato grazie al sostegno di Sun Film Group, permette anche un riconoscimento in denaro, 5.000 euro, quale viatico per il regista vincitore. Confermato anche il Premio Circolo del Cinema di Verona, che dopo l’esperienza felicissima dello scorso anno, in questa edizione ha optato per una giuria tutta Under35. Infine, il Premio Mario Serandrei, per il Miglior Contributo Tecnico, assegnato da una giuria di esperti. Le opere lunghe della SIC - come tutte le opere prime presentate nelle differenti sezioni competitive della Mostra – concorrono anche per il Leone del Futuro – Premio Opera Prima Luigi De Laurentiis.

Da un punto di vista del corredo iconografico, la SIC di quest’anno conta sulla sigla realizzata da Alessandro Rak e sull’immagine di locandina di Stefano Tamburini, per concessione degli eredi, commentata da Giona A. Nazzaro celebrando l’autore come colui che: “ha reinventato l'editoria italiana. Il meglio di quanto espresso dall'Italia nel 1977, anno ricordato solo per fatti tragici. Rappresentante di una generazione non imbrigliata. Ci sembrava un viatico ben augurale per questa edizione”. 

 

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