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Con lo slogan "il cinema europeo per gli europei" torna anche quest'anno il Premio Lux, l'unico premio di cinema votato, nella fase finale, dai deputati dell'Europarlamento in qualche modo "costretti" ad andare al cinema. Dieci i film in lizza, tra cui anche Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, escluso però dalla terna dei tre finalisti, che sono Styx di Wolfgang Fischer (Germania, Austria), The Other Side of Everything di Mila Turajlić (Serbia, Francia, Qatar) e Woman at War di Benedikt Erlingsson (Islanda, Francia, Ucraina).   

In autunno, i tre film diventeranno il fulcro dei LUX FILM DAYS, venendo proiettati in più di 50 città e festival nei 28 paesi della UE, nelle versioni con sottotitoli nelle 24 lingue ufficiali dell'Europa unita. Durante questo periodo, tutti i 751 membri del Parlamento europeo saranno invitati a votare per uno dei tre film in concorso. Il 14 novembre, il vincitore sarà annunciato nella seduta solenne del Parlamento Europeo a Strasburgo alla presenza dei registi.

“I finalisti sono stati annunciati stamane dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel corso della conferenza stampa delle Giornate degli autori veneziane, da sempre molto vicine a questa "strana" iniziativa, come la definisce il presidente delle Giornate Roberto Barzanti che insiste sulla impossibilità di schematizzare l'identità europea. E quest'anno sarà Jonas Carpignano che l'anno scorso fu in concorso al Premio LUX con A ciambra, a dirigere la giuria di giovani cinefili europei delle Giornate degli autori. Il progetto 28 Times Cinema giunto alla nona edizione. Grazie alla collaborazione con Europa Cinemas e Cineuropa, 28 giovani cinefili dai 18 ai 26 anni avranno la possibilità di votare il GdA Directors Award. Inoltre, il gruppo sarà totalmente immerso nell'esperienza PREMIO LUX, partecipando a workshop e dibattiti sui tre film del Concorso Ufficiale. Questo evento li prepara al ruolo di "ambasciatori" del Premio nei rispettivi paesi. 

“Migrazioni, populismi e sostenibilità, le questioni urgenti che gli europei ci pongono ogni giorno, e a cui la politica deve dare risposte efficaci”, come ha ricordato Antonio Tajani, sono al centro dei tre film prescelti. “In ognuno di questi lo sguardo e le storie delle donne protagoniste ci aprono al confronto con temi di stretta attualità: la questione della responsabilità verso i migranti magistralmente rappresentata in Styx, l'impegno civile per lottare conto le sirene populiste in The Other Side Of Everything e, in Woman At War, l'urgenza di lasciare un mondo vivibile alle generazioni future”.

“Una volta di più - conclude Tajani - tramite la straordinaria varietà di stile e tematiche rappresentate dal premio, il Parlamento europeo vuole promuovere la nostra prima ricchezza: la diversità culturale e la creatività che sono alla radice della nostra identità di europei”. L'anno scorso a vincere fu Sangue Sami di Amanda Kernell, una coproduzione tra Svezia, Norvegia e Danimarca, con al centro un personaggio che aveva rinnegato la sua identità a causa delle discriminazioni che colpivano, in anni passati, la minoranza Sami. 

Ma nell'anno europeo del patrimonio culturale, la ricchezza e varietà della cultura del continente è sotto attacco, come ha sottolineato Silvia Costa, europarlamentare di lungo corso, membro della Commissione Cultura e Istruzione, relatrice del Programma MEDIA 2021-2027. "Il Premio LUX 2018 - ha affermato - capita in una fase cruciale delle politiche culturali europee. Infatti le due direttive sull'audiovisivo e sul copyright sono fondamentali per promuovere il cinema europeo e il ruolo degli autori. L'agenda della cultura intende rafforzare il nostro cinema nel mondo e il nuovo programma di Europa Creativa 2021-2027. Vedremo cosa accadrà nella nuova legislatura, ci sono molti governi che non vogliono investire nella cultura, per questo lasciamo in eredità ai nuovi parlamentari una base di lavoro concreta del Programma MEDIA. Vorremmo che il programma si occupasse anche di sostenere i progetti che raccontano l'Europa nella sua diversità e varietà. Il Premio Lux, che mi è sempre stato particolarmente a cuore, ha aiutato piccoli film a competere sul mercato internazionale, anche oltreoceano, e viaggiare all'estero grazie al sottotitolaggio in 24 lingue".

E Silvia Costa, accennando a uno dei temi più controversi, quello del diritto d'autore in rete, che tornerà ad essere dibattuto a settembre, rivela: "Abbiamo avuto vere e proprie intimidazioni perché non si vuole che la proprietà intellettuale si tutelata". Il suo intervento ha preceduto, ieri sera alla Casa del Cinema, la proiezione di Sangue Sami.

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