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Massimo Ghini è il premier, nella vita quotidiana un commercialista, che si dibatte tra i litigiosi vicepremier Matteo e Luigi, pronto durante la visita ufficiale a Budapest a tradire la moglie (Paola Minaccioni) insegnante di geografia che appena è sotto i riflettori perde la testa; Martina Stella è l’amante occasionale del premier oltre che la deputata dell’opposizione PD, modello Elena Boschi, con trascorsi all’Isola dei famosi; Massimo Ciavarro, marito distratto della deputata, è un leghista della provincia romana; Ricky Memphis è il portaborse del premier, ex segretario comunale di Guidonia con un passato politico nel PD e pronto a salire sul carro dei vincitori; Riccardo Rossi è l’inviato onnipresente del programma  “Le iene”; Biagio Izzo, il cameriere napoletano emigrato all’estero che s’arrangia. In Natale a cinque stelle Tutti questi personaggi, con le loro debolezze e meschinità, s’intrecciano, tra colpi di scena e fitti dialoghi, nel Grand Hotel che li ospita.

All’inizio s’intitolava Week-end a cinque stelle il nuovo film dei fratelli Vanzina che avrebbe dovuto dirigere Carlo, scomparso lo scorso luglio, e che invece porta la firma di Marco Risi ed è dedicato a Carlo. Prodotto da Lucky Red, in collaborazione con RTI, Natale a cinque stelle è liberamente tratto dalla commedia di successo internazionale “Out of Order” dell’inglese Ray Cooney. “Abbiamo contestualizzato la commedia, per evitare che fosse sospesa, puntando alla verosimiglianza politica”.

Prima di iniziare le riprese ad agosto a Budapest, Carlo sta male e capisce di non essere in grado di dirigere il film e lo affida a Marco Risi che è il suo migliore amico. “Con Carlo ho vissuto metà della mia vita. Ho lavorato con lui in Polvere di stelle, Ho fatto il suo aiuto in Eccezzziunale... veramente ed è grazie a queste esperienze che ho diretto i miei film con incursioni nella commedia”, spiega Risi. La svolta definitiva per il film, che non vedremo in sala, arriva con l’ingresso di Netflix che ‘distribuirà sulla piattaforma il film dal 7 dicembre in oltre 160 paesi. Netflix chiede però che il film abbia una connotazione natalizia nella vicenda narrata e nel titolo.

“La scelta di distribuire il film con Netflix? Bisogna convivere con i cambiamenti. Il fascino della sala rimane sempre, il cinema risorgerà. Quando è nata la televisione il cinema sembrava minacciato. Troveremo il modo di convivere”, risponde Enrico Vanzina. Risi è dispiaciuto che il film non arrivi in sala, ma poi pensa con tristezza ai cinema vuoti e con un pubblico anagraficamente in via di sparizione.

Il film ha avuto una gestazione che risale al 2014 quando, terminate le riprese di Un matrimonio da favola, ai fratelli Vanzina Andrea Osvart propone loro la commedia di Ray Cooney, della quale l’attrice ungherese possiede i diritti e da cui è stato tratto in Ungheria un film campione d’incassi. La Osvart, nel cast, si propone anche per la produzione esecutiva del film e i Vanzina trasferiscono così la farsa inglese a Budapest. “Nel nostro Vacanze di Natale, realizzato 35 anni fa c’era una fotografia precisa dell’Italia all’inizio degli anni ‘80, anche in Natale a cinque stelle, nella sua leggerezza, c’è un po’ il ritratto del nostro paese”, spiega Enrico Vanzina. Al mestiere di regista ha finora preferito quello di sceneggiatore: “Per me il momento più bello è la scrittura del film, mentre il ruolo del regista chiede grandi compromessi. Li ho lasciati fare a mio padre e a mio fratello Carlo che avevano più carattere del sottoscritto. Adesso forse ci penserò perché è Carlo forse che vuole così”.

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