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E se all’improvviso vi trovaste a condividere la casa e la vita con un gorilla? E’ quello che capita a Lorenzo, avvocato fallito, che per recuperare la stima della sua famiglia e l'amore di sua moglie decide di fare causa allo zoo della città che tiene un intelligentissimo primate in gabbia. La vince, ma trasferire la bestia in Africa costa troppo, così deve portarselo a casa.

D’altro canto l’animale – di cui sentiamo i pensieri come nel classico Senti chi parla – non è particolarmente felice della convivenza, e questo darà il via a un vivace affresco situazionale che permette una riflessione satirica su vari temi della società moderna: dalle famiglie allargate all’immigrazione.

Questo il plot di Attenti al Gorilla, prima commedia post-festiva ad uscire in sala il 10 gennaio con Wildside e Warner,  per la regia di Luca Miniero e con un ricco cast composto da Frank Matano, Cristiana Capotondi, Lillo Petrolo, Francesco Scianna, Diana Del Bufalo e Massimo Di Lorenzo, a cui si aggiunge la partecipazione di Claudio Bisio come voce del gorilla. “L’idea – spiega il regista – mi è venuta dopo aver sentito una sentenza americana, che riconosceva a un gorilla dei diritti specifici, ho pensato di svilupparci su una favola animalista per famiglie e bambini, con riflessione sull’evoluzione e il rapporto tra l’uomo e gli animali. Si è lavorato molto su un canovaccio che poi è stato parzialmente tradito dall’espressività corporea dell’attore che interpretava il gorilla, sotto un costume con parti animatroniche animato in maniera tradizionale. Il punto di partenza era che l’animale rappresentasse la coscienza e lo sguardo della famiglia stessa. Non ci sono riferimenti specifici alla politica, lungi da me affiancare il gorilla a un immigrato, cè solo una battuta che fa riflettere: 'vogliono rimandare tutti in Africa tranne chi ci vorrebbe andare davvero'".

“Da King Kong a Tarzan – dice Matano – i bambini amano le scimmie, quindi penso che il film piacerà molto anche a loro. Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza utile anche lavorare con i bimbi sul set, quasi mi sento pronto a diventare padre. Anche lavorare con Peter, l’attore che interpreta la scimmia, è stato molto formativo. Abbiamo girato in estate a Salerno e lui aveva un tubo per l’aria condizionata che gli permetteva di respirare dentro al costume”. Matano sul set ha legato in particolare con Lillo Petrolo, suo amico del cuore nel film e ora anche nella vita: “Non ci conoscevamo – dice Petrolo – ma abbiamo lo stesso modo di scherzare e dopo una giornata di lavoro questo ti da la carica. Nessun animale è stato maltrattato nella lavorazione del film, noi invece si. Quanto a me ho tre gatti. Quello più piccolo se la comanda. Peccato sia illegale adottare un gorilla altrimenti lo farei volentieri”.

“Mi identifico in particolare con i pesci – racconta Diana Del Bufalo – mi piacerebbe essere un pesce pagliaccio. Quest’estate ho fatto immersioni e mi sono interessata alla fauna marittima, e in particolare ai coralli, che stanno sparendo”. Acquatico anche l’orientamento di Cristiana Capotondi: “Invidio molto gli animali che possono volare, ma mi identifico con un mammifero, magari un delfino”. A Di Lorenzo chiediamo se il suo personaggio, ambiguo venditore di animali, sia ispirato al pinguino di Batman: “Beh, il fisico mi porta verso quella direzione. Ma ci sono anche Johnny Depp e Gene Wilder nei panni di Willy Wonka. Sono vari riferimenti, più visivi che altro, ma con Luca ci divertiamo a mescolare e destrutturare”.

Nessuno però conosce la formula esatta per portare pubblico al cinema: “Se ce l’avessi – dice Matano – sarei molto più ricco. Certamente conta l’originalità ma, a monte di grandi capolavori che sono difficili da azzeccare, spesso anche un film dignitoso e fatto con passione non basta. Zalone è un discorso a parte. E’ un genio e arriva a tutti, dagli intellettuali a chi cerca solo divertimento, ma proprio perché è una specie di miracolo non possiamo usarlo come modello”. “Avremmo bisogno – continua Miniero – anche di tanti film che fanno cinque milioni e non solo di uno che ne fa venti. Ma la formula non c’è. In America ad esempio stanno superando la buriana Netflix e i film ricominciano ad andare bene in sala, in Italia meno. Forse bisogna spostare l’attenzione proprio su quello: sulla sala come esperienza visiva comune, bella a prescindere dal contenuto”.

Per festeggiare la pellicola c'è una particolare iniziativa di Trenitalia riserva ai soci CartaFRECCIA la possibilità di acquistare due biglietti per il cinema al prezzo di una sola persona, nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 gennaio. La promozione 2x1, frutto dell’accordo fra Trenitalia e QMI, è valida nei cinema del circuito UCI Cinemas di tutta Italia che hanno in programmazione il film. Per usufruirne sarà necessario esibire la propria CartaFRECCIAalla biglietteria insieme a un documento d’identità.

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