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Cita più volte Forrest Gump tra i modelli del suo supereroe tenero e infantile, Eros Puglielli. Copperman è “un uomo che viaggia nel mondo con l’innocenza di un bambino e il cuore di un leone, tanto da rendere l’handicap un punto di forza”. Il nuovo film di questo regista atipico – che da tempi non sospetti coltiva un forte rapporto con la dimensione fantasy – è una fiaba per bambini che attinge all’immaginario dei supereroi riletto in chiave provinciale (siamo a Spoleto) e intimista. Protagonista è Anselmo, un bambino speciale che vive solo con la madre (Galatea Ranzi), ragazza madre che si è inventata una storia fantastica per giustificare l’assenza di un padre, raccontando che è in giro per il mondo a salvare chi è in pericolo. Anselmo, con la sua grande immaginazione e le sue fragilità (teme il colore giallo, ama le figure circolari e ha come passatempo l'osservazione della centrifuga della lavatrice) si innamora della compagna di scuola Titti che resterà il suo grande amore per sempre. E poi ci sono due figure paterne: Silvano, un fabbro che lo capisce e lo consiglia (Tommaso Ragno) e il padre di Titti, orco e manesco (Gianluca Gobbi). I nodi verranno al pettine quando Anselmo e Titti, interpretati ora da Luca Argentero e Antonia Truppo, diventano adulti pur senza perdere la dimensione infantile. Così Anselmo, con la complicità di Silvano, inventa per sé l’identità di Copperman, un raddrizzatorti chiuso dentro la pesante armatura di rame.

Un afflato donchisciottesco, il suo, a cui Puglielli ha aggiunto una dimensione sognante, tipica di modelli alti, da Miyazaki a Jeunet & Caro. “Non mi era mai capitato di imbattermi in un copione che non avessi scritto io, così aderente alla mia sensibilità, ai miei temi, alla mia visione del cinema. Già in una prima sceneggiatura breve ho trovato lo spunto di una società che uniforma le persone, mentre siamo tutti diversi. Mi piaceva fare un film tutto di fantasia. Esplorare la percezione di un adulto-bambino attraverso una visione stilizzata e fantastica della realtà. Come ogni favola che si rispetti, Copperman è fatto di archetipi che scavalcano la razionalità, arrivando a bambini e adulti nello stesso modo”.

Per il regista, autore di film come Tutta la conoscenza del mondo, Occhi di cristallo e Nevermind, è stato naturale scegliere Luca Argentero per il ruolo di Anselmo in virtù della sua sensibilità.  Dice l’attore (Saturno contro, Brave ragazze): “Sono rimasto estasiato dalla lettura del copione ma pensavo che un film così non si sarebbe mai fatto… Da quando sono bambino sogno di indossare un mantello da supereroe. Ho una mia foto mascherato da Spiderman, sono stato appassionato di Superman e da grande di Ironman nella versione di Robert Downey jr, un super attore”. Non è mancato un lavoro di documentazione con l’Aita, che si occupa di disturbi cognitivi. “In questa struttura romana, abbiamo potuto incontrare ragazzi, genitori e medici scoprendo la grande sensibilità di queste persone”, racconta ancora Argentero. E aggiunge: “Con loro non puoi usare metafore, la parola arriva esattamente per quello che è”. Viene in mente un romanzo di successo come Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, che però il regista non considera tra i suoi riferimenti diretti.

Il fantasioso costume di Copperman è costruito con canaline elettriche, ruote di tricicli, secchi... “Ogni dettaglio – spiega Puglielli – è un oggetto riciclato, proprio come nel cinema di Miyazaki. Mi sono ispirato a lui anche per il modo di vedere l'Occidente”. Il progetto di Riccardo Irrera, Paolo Logli e Alessandro Pondi, risale al 2003, quindi prima del successo di Jeeg Robot. “Questo non è un film su un supereroe, non ha niente a che vedere con Jeeg Robot – chiarisce Puglielli – però dà la possibilità di creare altri film così”. Del resto la dimensione fantasy circola nel recente cinema italiano, come anche Gabriele Salvatores ha dimostrato con la serie de Il ragazzo invisibile.  

Copperman, prodotto da Elio Film e Rai Cinema con Notorious Pictures (anche distributore) e Minerva, uscirà il 7 febbraio in 250 copie.

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