/ ARTICOLI

BERLINO - Il virtuale permette tutto, anche di spacciarsi per una stupenda 25enne e fare l'amore al telefono con un tuo coetaneo che neppure hai mai incontrato o incontrerai. Basta creare un profilo falso sui social network, con foto della giovane tua nemica, proprio quella ragazza per cui sei stata lasciata e che ti ossessiona. È quello che fa la cinquantenne Claire (Juliette Binoche) in Who you Think I Am, passato alla Berlinale e film d'apertura della prossima edizione del Biografilm Festival di Bologna (in Italia distribuito da I Wonder Pictures).

Per l'attrice francese premio Oscar è la prima esperienza di sesso telefonico sul grande schermo con il coprotagonista, Francois Civil, che aveva interpretato suo figlio nel 2011 in Elles. "In realtà è stato tutto molto veloce - spiega l'attrice-. E devo anche dire che ho sentito Francois un po'  timido e impacciato. Comunque, nessun imbarazzo, sono cose che fanno parte di questa professione".

Tratto dall'omonimo romanzo di Camille Laurens e diretto da Safy Nebbou, il film racconta la deriva nella virtualità dei social media di questa affascinante e colta professoressa cinquantenne, madre single di due figli, che non ha mai davvero accettato di essere stata abbandonata. Spiega il regista che il film è stato girato cronologicamente per essere ancora più credibile, "così quando loro parlano lo stanno facendo davvero al telefono. E quando si incontrano per la prima volta lo fanno davvero".

Juliette Binoche, presidente della giuria di questa Berlinale, racconta: "In realtà è come un reinventarsi continuo, giocare con tante identità allo stesso tempo e scoprire anche nuove esperienze di desiderio sessuale. Il tutto con una sceneggiatura che ricorda le Matrioske, ovvero quelle bambole russe che sono una dentro l'altra".

Comunque l'attrice non ha affatto paura dei social: "ho un profilo Instagram che gestisco personalmente e rispondo sempre alle persone che interagiscono con me. Questo per me è un modo per sentirmi vicina agli altri e non mi dà alcun fastidio sapere che quelle stesse persone forse non le conoscerò mai". 

VEDI ANCHE

BERLINO 2019

Ad