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“Il tema della valorizzazione dei beni culturali è legato a quello tutela, non può esserci l’uno senza l’altro”, ha sottolineato il nuovo Direttore Generale Cinema Mario Turetta, intervenuto al seminario “Location culturali e audiovisivo: strumenti di valorizzazione, partnership Stato-territori e buone pratiche”, dove ha portato la sua precedente esperienza di Direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici nel Piemonte. “Il nostro patrimonio culturale è uno dei più importanti al mondo – ha evidenziato - ma proprio per la sua vastità ed eterogeneità anche uno dei più fragili. Molti luoghi hanno una fragilità intrinseca e per diversi anni si è pensato innanzitutto a metterli in sicurezza. Alcuni di questi, però, sono privi dei certificati di sicurezza, aspetto che rende complicata organizzare un'eventuale presenza di produzioni cinematografiche al loro interno.”

“Uno dei problemi che bisogna affrontare è l’eterogeneità del trattamento economico nell'utilizzo dei beni da parte delle produzioni”, ha rimarcato Antonio Tarasco, dirigente DG Musei, ponendo l’attenzione sulla questione della disciplina economica degli spazi museali e archeologici. “La tradizionale autonomia dei luoghi della cultura ha fatto sì che ciascuno in passato si sia auto-regolamentato, con inevitabili sbavature o valutazioni erronee per eccesso o difetto. Stiamo, perciò, lavorando a una bozza di tariffario sulla concessione d’uso dei beni, con condizioni economiche minime derogabili”.

Il seminario, organizzato dal portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione Italy for Movies, è inserito nel calendario ufficiale della terza edizione della Settimana dell’Amministrazione Aperta (11-17 marzo) promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, e finalizzato ad aprire un confronto tra l’amministrazione pubblica centrale, le Regioni, le Film Commission e gli operatori del settore, per rendere più efficace la collaborazione tra il mondo della produzione audiovisiva e i responsabili dei siti culturali.

"Italy for Movies è ricco e ben fatto, ed esiste ormai dal 2017", ha evidenziato Roberto Cicutto presidente Istituto Luce Cinecittà che lo gestisce. "La novità è che se ne sono accorti tutti, anche perché sta succedendo qualcosa che è il frutto di un lavoro che portiamo avanti da anni: abbiamo capito la necessità di strumenti comuni e si comincia realmente a lavorare assieme. Si si sta consolidando il senso di appartenenza ad un’industria che ha, certo, una forte valenza culturale ma anche un ruolo di sviluppo economico".
Il grande sviluppo della produzione seriale televisiva – ha continuato Cicutto - ha riportato in primo piano il ruolo industriale dell'audiovisivo. Perché i luoghi diventino attrattori di finanziamenti è fondamentale poter dare, specialmente ai produttori stranieri, comunicazioni chiare, precise ed efficienti su tax credit, fondi regionali, facilities e strutture disponibili, "come fa Italy For Movies che unisce le componenti fondamentali di coloro che contribuiscono in modo sostanziale al finanziamento alla produzione".

La collaborazione tra Italy for Movies - di cui è stata annunciata nel corso dell'incontro la creazione di versione in cinese e un’app - e il Dipartimento della Funzione Pubblica è iniziata a partire dalla scelta del portale come best practice nell'ambito dell’iniziativa Open Government Partnership, che si propone, a livello internazionale, di promuovere la trasparenza, sostenere la partecipazione civica e la lotta alla corruzione e diffondere, all'interno e all'esterno delle Pubbliche Amministrazioni, le nuove tecnologie a sostegno dell’innovazione. “Il tema dell’innovazione non è nuovo nella pubblica amministrazione, se ne dibatte dal 2001- sottolinea Alessandro Benzia, dirigente DG organizzazione Mibac - la novità è l’offerta di servizi. Nel tempo sono stati fatti sviluppi di eccellenza realizzati dalla collaborazione le pubbliche amministrazioni. Come Italy for Movies ma anche, ad esempio, l’eliminacode recentemente posizionato agli Uffizi di Firenze, nato dalla collaborazione del Museo con l'Università dell’Aquila”.

 

(Foto a cura di Daydream Studio)

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