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Cerimonia spumeggiante quella dei David numero 64. Per la tradizionale udienza al Quirinale dei candidati al premio, che sarà consegnato stasera, per la prima volta si punta sulla conduzione ironica di Geppi Cucciari che ha strappato molte risate rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l'appellativo di 'Full Metal Sergio'. "Ci scusi per quello che le stiamo facendo passare, meriterebbe un premio come attore protagonista anche per la sua imperturbabilità", ha esordito.

Una vera svolta nella storia del premio, questa voluta da Piera Detassis. Mattinata brillante come mai prima a partire dal filmato introduttivo - con tanti materiali dell'Istituto Luce per ricostruire la vicenda dei David - e poi con la dissacrante attrice sarda che ha preceduto e intervallato i discorsi ufficiali di rito con un monologo accolto dalla platea di addetti ai lavori - con Tim Burton in prima fila - con risate e applausi, specie quando ha intervistato i due David speciali Dario Argento e Francesca Lo Schiavo. Tante allusioni alla politica, nello show della comica, ricambiata da Mattarella, che l'ha ringraziata scherzando a sua volta: "Spero di aver raccolto il suo invito alla brevità nei discorsi".

L'altra novità è stata la prima uscita pubblica di Moviement con la distribuzione delle spillette sfoggiate sul bavero e sui vestiti dagli ospiti: "Per la prima volta - ha detto Piera Detassis - tutto il mondo dell'industria cinematografica, Anica, Anem, Anec, Accademia del cinema, fa lavoro di squadra con il sostegno essenziale del MiBAC. Un impegno volto alla valorizzazione della sala con il motto al cinema tutto l'anno". 

Non sono mancati i momenti di commozione con la standing ovation per Ennio Fantastichini scomparso il 1° dicembre scorso e candidato come non protagonista, mentre il presidente ha voluto ricordare, nel suo discorso, tutti gli artisti mancati nell'ultimo anno, tra cui Vittorio Taviani, Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci, Paolo Ferrari, Carlo Vanzina, Giulio Brogi, Pino Caruso. Quindi ha sottolineato la valenza economica del cinema: "Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l'economia, non è un vero economista". Sulla legge cinema è bene che si continui a lavorare sul percorso tracciato: "La disponibilità di risorse, limitate ma tuttavia in leggera crescita, e il superamento di criteri arbitrari nella loro assegnazione può e deve spingere a nuovi investimenti, e offrire possibilità anche alle nuove leve". E ancora: "L'Europa può e deve giocare un ruolo decisivo e strategico su questa frontiera. Esiste un cinema europeo che non è solo la somma dei prodotti nazionali e l'Europa deve giocare con saggezza le proprie carte per difendere, promuovere e valorizzare il proprio patrimonio di creatività e di cultura di fronte a competitori potenti, a soggetti globali. Peraltro i singoli Paesi rischiano di non farcela da soli, di non reggere le onde d'urto. Sentiamo il bisogno che l'Europa offra occasioni più grandi ai nostri progetti". Inoltre sul tema delle sale e dei nuovi modi di fruizione: "L'interdipendenza tra cinema e tv, ma anche le opportunità offerte dalle nuove piattaforme, costituiscono una sfida a cui non si può rinunciare. Dall'incontro dei linguaggi e di tecniche il cinema può trarre forza, risorse, e nuove relazioni con il pubblico, peraltro trasmettendo un po' della sua cultura ai nuovi media''.

''Siamo al governo da circa dieci mesi soprattutto con l'intento di far crescere il pluralismo e la circolazione internazionale della nostra cultura'', ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, che ha elencato i risultati e gli obiettivi del governo: ''abbiamo varato il decreto sul rispetto delle finestre temporali, abbiamo stanziato 30 milioni di euro per la ristrutturazione delle sale cinematografiche, in modo che siano luoghi unici e adeguati dal punto di vista tecnologico. Ci stiamo impegnando per il prolungamento della stagione tutto l'anno e questa sarà la prima vera estate al cinema che io ricordi. Abbiamo siglato un accordo di coproduzione con il Giappone. Daremo uno speciale sostegno a film contro il femminicidio e la violenza sulle donne, piaga inaccettabile. Inoltre stiamo lavorando sulle quote nazionali di produzione e lo faremo, come sempre con lo spirito di dialogo e collaborazione con tutta la filiera". 

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