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Esce 18 aprile con 01, in 300 copie, Il campione, opera prima di Leonardo D'Agostini che racconta la storia di un giovane talento calcistico della Roma (Andrea Carpenzano), imbattibile in campo quanto problematico e sbandato nella vita. Il ragazzo viene affidato a un insegnante (Stefano Accorsi), che diventerà per lui una figura di amico e mentore. Intenso e ben costruito, il film si avvale della produzione di Sidney Sibilia (Smetto quando voglio) e Matteo Rovere (Veloce come il vento), che aggiunge solidità a un progetto ben riuscito. Tra gli altri interpreti, Massimo Popolizio nei panni del cinico presidente del club. Venerdì la pellicola sarà presentata al Festival del Cinema Europeo di Lecce.

"Mi sono confrontato con una docente prima delle riprese – dice Accorsi - e sono rimasto colpito dalle sue parole. Mi ha detto che il bravo insegnante non è solo quello che offre nozioni ma chi riesce a capire cosa serve a ciascun allievo, con cognizione di causa e apertura mentale. Oggi siamo tutti ossessionati dal successo, pensiamo ad esempio ai social. Il modo che abbiamo tutti, dalla rockstar alla persona comune, di cercare di presentarci come persone di successo ci influenza nella vita, facendoci a volte perdere il contatto con quelli che sono i valori più semplici e concreti”. Uno dei personaggi femminili del film è Ludovica Martino, ed è anche tra i più positivi: “A lei non interessa la star del calcio, conosce Christian per quello che è e quando lui la invita a cena gli chiede se è un’offerta o un’imposizione. Serviva porre il personaggio di fronte a una donna di carattere”.

"Quando Leonardo ci ha proposto il film – dice Rovere - abbiamo pensato l’unico star system realmente esistente in Italia è quello che ruota attorno al calcio, ma ci interessava la vicenda umana”. "Abbiamo mandato la sceneggiatura ai dirigenti della Roma – aggiunge Sibilia – che hanno aggiunto qualche nota e hanno sposato il progetto. “Di qui la possibilità di girare a Trigoria nei luoghi della vera Roma, e poi con la Lazio, la Fiorentina e Sassuolo, Chievo, Pisa: i giocatori del Pisa hanno interpretato nelle scene sul campo quelli della Roma. Come avevamo fatto con il mondo delle gare d’auto in Veloce come il vento abbiamo fatto con il mondo del calcio", dice ancora Rovere.

Alcuni filmati di repertorio sono poi stati modificati con la computer graphic per adattarli alle necessità del film, che ha avuto già molti riscontri positivi, tra cui quello di Francesco Totti che, convocato a un’anteprima, ha detto “è esattamente così che succede”, per la gioia del regista e delle sceneggiatrici Giulia Steigerwalt e Antonella Lattanzi.

E’ un film sulla gestione del successo – commenta il regista -  e su cosa significhi essere un campione, una macchina da soldi di cui però umanamente sembra che nessuno si interessi. Tutti conoscono il mondo del calcio quindi la sfida era molto difficile. Ho studiato le figure più importanti di questo mondo, a partire da George Best, persone prelevate molto presto dalle famiglie e gettate in una vita parallela, ispirandoci qua e là ma rimettendo tutto insieme a modo nostro, per essere il più possibile realistici”.

Di poche parole il protagonista Carpenzano: “Io farei solo film muti, i silenzi sono importanti. Ad ogni modo la mia visione del calcio non è cambiata. Guardo cosa fa Totti in campo e resto estasiato come prima”.

Il film è stato scelto per la quinta edizione dell’iniziativa “Adotta un film” promossa da 01 con UCI Cinemas, The Space e, per il primo anno, UNICI, per sostenere i giovani registi italiani.

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