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Non solo Concorso. La selezione ufficiale conta anche su Fuori Concorso, Séance Spécial e Un Certain Regard, che complessivamente annoverano 28 storie per il grande schermo. La creatività, il coraggio, il romanticismo, la politica e la multirazzialità, narrativa e autorale, caratterizzano anche queste sezioni, oltre alla principale, secondo Thierry Frémaux: in questo “territorio” parallelo al Concorso si conta una quasi equa presenza al femminile delle autrici, tra cui Zabou Breitman e Eléa Gobbé-Mévellec, registe a quattro mani per un film d’animazione definito dal delegato generale come “molto innovativo”, Les hirondelles de Kaboul, annoverato in Un Certain Regard. Un connubio femminile atteso, che sta dietro l’unico film non “dal vero” di questo 72° Festival.

Un’altra donna protagonista, Pippa Bianco, che con Share, nella Séance Spècial, tocca anche lei territori mediorientali fragili e sempre nell’occhio del ciclone, la Siria. La stessa sezione ospita altri cinque nomi, tutti al maschile, tra cui due grandi internazionali: il tedesco Werner Herzog e Abel Ferrara, rispettivamente con Family Romance, LLC e Tommaso, un film che strizza chiaramente l’occhio all’Italia, “un realistic movie”, ha detto Frémaux, precisando che la particolarità del film risiede proprio nel tratto stilistico, che non permette di chiamarlo semplicemente “documentario”. Sempre in Séance anche l’annuncio della sezione “Midnight Screening”, che apre con The Gangster, The Cop, The Devil di Lee Woe-Tae, un crime d’azione che arriva dalla Sud Corea.

Tornando ad Un Certain Regard, sezione che ha come presidente di giuria la regista libanese Nadine Labaki, oltre alla suddetta animazione “afghanistana”, la presenza femminile riguarda anche i soggetti trattati, tra cui quello diretto da Bruno Dumont, francese che porta sulla Croisette l’eroina nazionale per eccellenza, Giovanna d’Arco, con Jeanne; ma anche Taiwan e il regista Midi Z arrivano nel sud francese e cinefilo con l’universo della donna, Zhuo Ren Mi Mi il titolo del suo film. Donna dietro la macchina da presa anche Danielle Lessovitz, con il suo Port Authority, un film americano che vanta la produzione di Martin Scorsese. La regista e la sua produttrice, Virginie Lacombe (Madeleine Films, Francia), hanno partecipato al programma FeatureLab 2016 del TorinoFilmLab e hanno ricevuto il sostegno del TFL Co-Production Fund (€ 50.000), dedicato alle co-produzioni tra produttori europei e internazionali grazie al sottoprogramma Creative Europe – MEDIA dell’Unione Europea.

Il Fuori Concorso ha nella sua vetrina un autore francese assoluto come Claude Lelouch che giunge a Cannes con Les plus belles annèes d’une vie, che annovera sullo schermo un’altra icona del cinema d’Oltralpe, Jean-Louis Trintingnant, oltre ad Anouk Aimée e alla nostra Monica Bellucci. Da icone a icone, da quelle pure del grande schermo a quelle pop: il Fuori Concorso celebra Elton John in Rocketman di Dexter Fletcher, film che preannuncia la presenza della star inglese – anche coproduttore del biopic a lui dedicato - sul carpet della Costa Azzurra il terzo giorno della kermesse. E di altra icona trattasi anche per il regista Asif Kapadia: dalla musica al calcio, con lui al Festival “arriva” Diego Maradona. La Francia per la Francia in questa sezione trionfa infine ne La Belle Époque di Nicolas Bedos, film per cui Frémaux ha parlato di “fantastico cast francese”: sono gli anni ’70 e una grande storia d’amore supporta il racconto, protagonista Daniel Auteuil con Guillaume Canet. Particolarità del Fuori Concorso è Too Old To Die Young di Nicolas Winding Refn, due episodi della serie televisiva: North of Hollywood e West of Hell, forse primo segno d’apertura del Festival di Cannes verso le forme narrative che non possono ritenersi cinema da sala allo stato puro.

La selezione completa dei film presenti nelle sezioni Concorso, Fuori Concorso, Un Certain Regard e Séance Spécial può essere approfondita direttamente sul sito ufficiale del 72esimo Festival de Cannes

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