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CANNES - Lame di luce, laser, fibre ottiche, suoni e immagini che ammaliano, sono stati i partner dei sei performer che si sono esibiti nell’Italian Pavilion a Cannes, che per la prima volta ha ospitato una suggestiva live performance interattiva in cui l’arte della danza è entrata in relazione con gli elementi visivi dell’installazione Vizi & Virtù che caratterizza quest’anno lo spazio al Festival. Un’esperienza che ha coinvolto gli spettatori del padiglione in un’immersione totalizzante, un tuffo sensoriale nel contraddittorio stato dell'esistenza umana, perennemente attratto e intimorito dal limite, richiamato al tempo stesso dalla sfera del vizio e da quella delle virtù. 

Nella performance i corpi dei danzatori e i fasci di luce sono entrati in sottile e conturbante contatto, si sono attraversati di continuo, oltrepassati a vicenda, lasciandosi guidare dal seducente sound design realizzato da Federico Landini. Movimenti, pause plastiche, ombre e figure stagliate sullo sfondo, di fronte alle immagini del cinema italiano di cui hanno rivelato volti, vizi e virtù.

Un percorso di avvicinamenti e allontanamenti, seguendo la traiettoria immaginaria che sembra volerli prigionieri. Nella danza i margini vengono di continuo toccati, oltraggiati, vanificati. Superato il limite il confine svanisce, per trasformarsi in una linea sempre più inconsistente e appena percepibile. Espressione della perpetua oscillazione dell’essere tra Paradiso e Inferno, della barriera mentale che sfuma e non ha senso, dell’esistenza che si muove in un limbo, puntando all'imprevedibile finale. 

Concept e realizzazione del progetto sono a cura di Cappelli Identity Design, direttore creativo Emanuele Cappelli, direzione esecutiva Mauro Stancati, la superba coreografia è di Claudia Rossi. I performer che si sono esibiti nello spazio sono i giovani Caterina Bagnulo, Pasquale Desantis, Miriam Frappetta, Giovanni La Rocca, Andrea Principia, Serena Zaccagnini

Qui le immagini della performance:

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