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Anche in situazioni atipiche, quando il corpo è un ostacolo, uomini e donne sono in cammino verso una dimensione affettiva adulta: alla ricerca della felicità nella relazione e anche di una sessualità gioiosa. Lo racconta la serie documentaria Il corpo dell'amore, che rompe un tabù sul servizio pubblico affrontando un tema di attualità con grande delicatezza: su Rai3 dal 31 maggio alle 23.10. Quattro piccoli film incentrati su protagonisti con disabilità motoria o cognitiva che affrontano le gioie e i dolori della libertà sessuale. Con la regia di Pietro Balla e Monica Repetto e la voce narrante di Enrica Bonaccorti, la serie segue quattro protagonisti alla ricerca di una sessualità libera e consapevole, dell'indipendenza, della scoperta di sé. In Patrizia L'ombra della madre incontriamo Patrizia,. che nel giorno del suo 60° compleanno, decide di fare finalmente un regalo a suo figlio, 32 anni, affetto da Sindrome di Williams, permettergli di vivere il sesso con una donna, una di quelle sex workers che lui vede lungo la strada verso Gianturco. Giuseppe in Todos Santos, 24 anni, attivista disabile e omosessuale di Bologna, va a Napoli a partecipare al gay pride e incontra un giovane fotografo. Valentina in La settimana enigmistica è seduta sulla sedia a rotelle a causa della displasia distrofica ma non si è fatta mancare occasioni di incontro amoroso. Anna in La prima volta, è una lovegiver, figura che in Italia è in attesa di regolamentazione mentre in altri paesi è già realtà. 

Spiega il direttore di rete Stefano Coletta: "Una delle prime libertà che si perde quando si è disabili è la propria intimità. Ogni episodio sarà dedicato ad una vita. La struttura del prodotto sarà verticale e non orizzontale, nonostante il tema delicato". Alla presentazione anche Vincenzo Zoccano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega a famiglia e disabilità, Vincenzo Spadafora, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabrizio Quattrini, sessuologo e docente presso il Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche dell'Università degli Studi dell'Aquila.

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