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Scade il 31 luglio il bando per iscriversi alla Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo. Nata nel 2011, rappresenta oggi un polo formativo pubblico e gratuito per le professioni del cinema di riconosciuta eccellenza, proponendo ben 11 corsi professionali (regia, sceneggiatura, organizzazione della produzione, recitazione, direzione della fotografia, scenografia, costume cinematografico, ripresa del suono, montaggio del suono, montaggio della scena e vfx design).  

Per arricchire l’esperienza didattica, quest’anno la scuola produce un lungometraggio realizzato dagli allievi e che hanno conseguito il diploma al termine del percorso formativo, dal titolo provvisorio L’ultimo piano, con l’obiettivo di offrire loro un’esperienza concreta di scrittura, preparazione e realizzazione di un film lungometraggio di finzione, per offrire loro un’esperienza concreta di scrittura, preparazione e realizzazione di un film lungometraggio di finzione. La produzione esecutiva è affidata alla Vivo film,  società di produzione cinematografica selezionata attraverso una procedura di evidenza pubblica. Il progetto fa parte dell'Azione di Accompagnamento al lavoro (ANF7), riservata agli allievi/e che hanno conseguito la qualifica professionale al termine del percorso formativo, che offre loro la possibilità di prendere parte ad una attività di carattere esperienziale consistente nelle fasi di ultimazione della preparazione, delle riprese e della post-produzione di un film lungometraggio di finzione prodotto con risorse di progetto, scritto e inizialmente preparato nell’ambito delle attività corsali.  

Protagonisti tre giovani, Diana (Yuliia Sobol), Mathias (Simone Liberti) e Flora (Marilena Anniballi), che condividono un appartamento con il loro padrone di casa, Aurelio (Francesco Acquaroli), cinquantenne musicista punk pieno di vizi e fobie. Nel precario equilibrio tra ultima adolescenza ed età adulta, i protagonisti si misurano con la necessità di uscire dal limbo, mettere in discussione le loro vite e crescere. Supervisiona il film, insieme a Massimo Gaudioso e Greta Scacchiano, il direttore artistico della scuola, Daniele Vicari, con cui abbiamo scambiato qualche parola sul film e sull’esperienza di insegnamento: “La didattica alla scuola si basa sul principio della cooperazione e crediamo molto nell’interdisciplinarietà. Tutti gli allievi di tutti i reparti devono conoscere il mestiere degli altri, anche perché al cinema si accede da tante porte. Insistiamo sulla possibilità di iscriversi a corsi che non siano solo i claissici regia e sceneggiatura, ci sono tante possibilità creativamente interessanti. Da qui l’dea di far lavorare insieme i ragazzi sul lungometraggio, che non avesse una natura episodica, anche perché i film a episodi veramente validi si contano sulle dita di una mano. Tenevamo all’organicità dell’opera, dunque è venuta fuori questa trama ‘a intreccio’, dove tutti i personaggi hanno a che fare con il medesimo luogo. L’idea è di proporre per il lungo un percorso nei festival. La qualità c’è, è molto alta e la cosa positiva è che lo stile è organico, anche se è un prodotto collettivo. Io non ho svolto ruoli artistici, ho solo fatto il ‘facilitatore’ assicurandomi che tutto funzionasse. I ragazzi non hanno bisogno di altro, hanno condiviso un’idea di cinema e di organizzazione delle idee e trovato un alto livello espressivo e formale in una situazione complessa. Questo gli insegna che il mestiere è lo stesso, sia che tu faccia un film d’autore che uno su commissione. Insegno dagli anni ‘90, prima ancora di fare il regista. Per me e i miei compagni di avventura, Antonio Medici e Paola Sangiovanni, l’insegnamento non è un ripiego o una pratica secondaria. E’ fondamentale e crediamo che tutti debbano avere la stessa possibilità di esprimersi e trovare chi sono artisticamente, al di là del ceto sociale. Per questo crediamo nella gratuità della scuola, e ci credeva anche Ettore Scola che ci ha accompagnati per un bel po’. Bisogna eliminare ogni possibile ‘muro’ tra i giovani e la creatività. Inoltre, insegnando si impara. Alla Festa del cinema di Roma portai un prodotto che era il risultato di un seminario attoriale (Uno, Nessuno), e che raccontava un momento di vuoto emozionale provato dopo la fine del seminario. Fu proprio quello a spingermi a scrivere Sole cuore amore”.

Per il bando:  https://www.regione.lazio.it/bandoscuolavolonte2019/

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