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A pochi mesi dall’uscita di Copperman torna Eros Puglielli con Nevermind, in uscita il 1° agosto con Minerva. Si tratta di un film a episodi, collegati tra loro, dal sapore surreale, tra Black Mirror e Ai confini della realtà, con Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, Massimo Poggio, Alberto Molinari e Gualtiero Burzi.

Volendo trovare un altro riferimento cinematografico, si può pensare all’argentino Storie pazzesche del  2014. Qui seguiamo le  vite di cinque persone stravolte da situazioni sconvolgenti e paradossali. Un avvocato con un'abitudine 'molto' particolare; una babysitter alle prese con un nuovo inquietante lavoro; un vecchio amico d'infanzia dal torbido presente; un cuoco con un’ossessione che non gli dà tregua e uno psicologo perseguitato da un carro attrezzi. A suo modo il film è un osservatorio sull’umanità, una satira puntuale, spietata e catartica, dove si trovano i lati oscuri, scomodi e inconfessabili che si annidano nel nostro quotidiano.

Un personaggio secondario di un episodio diventa protagonista di quello successivo, in una raccolta ‘multigenere’ che non disdegna anche incursioni nel fantastico con uso di precisi e sorprendenti effetti speciali. “Molti pensano che i film a episodi siano poco popolari o poco vendibili – dice Puglielli – ma non è vero. Quello che scoraggia è la necessità di trovare un filo conduttore a livello drammaturgico, che unisca i vari segmenti. Abbiamo cercato di farlo dando al film una struttura alla Buñuel. Tutto girato in due intense settimane, avevamo pochi soldi, una sola freccia rotta all’arco con cui fare centro. Soprattutto con gli effetti speciali. Il problema del creare un uomo invisibile è soprattutto nella gestione del colletto della camicia. Puoi far indossare all’attore una tuta verde, una visione abbastanza orrenda, ma il colletto ha bisogno di essere ricreato, con la rifrazione della luce e tutto. In una grande produzione statunitense sarebbe facile ma qui c’era da diventare matti. D’altro canto è molto motivante”.

Avendo lavorato molto in tv, Puglielli parla anche delle relazioni con questo media: “questo film è pensato anche televisivamente. Una serie con questi temi avrebbe certamente un suo pubblico e un certo successo, magari non sulle tv generaliste. Personalmente oltre che il regista sono un fan di Nevermind, è un bambino che guardo sempre in maniera benevola. Il titolo doveva essere ‘Può succedere’ ma poi sono arrivati troppi film con titoli simili. Il produttore si è trovato questa scritta su un muro davanti una volta che ha inchiodato la macchina, e lo abbiamo adottato”.

“Ricordo benissimo quando nell’ambiente romano girava la vhs di Dorme – racconta Sartoretti – paradossalmente non le giudico storie surreali ma assolutamente plausibili e credibili, sebbene sopra le righe”. L’attore viene da Il destino degli uomini di Leonardo Tiberi e dall’esperienza canora di La notte è piccola per noi, lo attende a fine estate l’opera prima di Mauro Meconi. Sassanelli loda gli effetti speciali del film. “Abbiamo fatto i fuochi d’artificio con i fiammiferi” e poi racconta di aver partecipato a un musical in Perù, El plebeyo, la storia dell’inventore della musica creola Felipe Pinglo. Gualtiero Burzi interpreta uno dei ruoli più controversi del film, e ha già lavorato con Puglielli proprio in Copperman.

“Mi vedrete in un paio di fiction su Raiuno”, dice poi, specificando di non poter aggiungere altro per motivi contrattuali.

 

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