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2008: la sceneggiatrice e regista Lisa Azuelos (figlia della cantante e attrice Marie Laforêt) ha avuto un enorme successo di pubblico con il suo secondo film LOL - Il tempo dell'amore, dirigendo Sophie Marceau e Christa Théret, nei ruoli di madre e figlia. 2018: dopo Dalida  - il biopic sulla celebre cantante - torna con un argomento simile (adolescenza, relazioni madre-figlia, la crisi attorno ai cinquanta) con Selfie di famiglia (in originale Mon bébé), divertente e toccante racconto del rapporto fra una madre e l'ultima figlia in procinto di lasciare il nido, in uscita nelle sale italiane il 19 settembre con I Wonder Pictures.

La storia è quella di Héloise (una credibile ed empatica Sandrine Kiberlain), una "super-mamma" single verso la cinquantina: ha tre figli, un padre malconcio, un ristorante da mandare avanti e all'occasione, perché no, anche qualche amante. Ma la diciottenne Jade, l'ultima dei tre figli a vivere a casa, presto – dopo il diploma di maturità- lascerà il nido per continuare i suoi studi in Canada. Mentre la partenza di Jade si avvicina, Héloise ripensa ai loro ricordi e s’improvvisa regista filmando con il suo iPhone i loro momenti insieme prima del viaggio, rendendoli unici grazie alla complicità che ha sempre saputo creare con sua figlia, "la sua piccola", anche quando fa l’amore per la prima volta…. In Selfie di famiglia i figli “maggiori” (Lola e Theo) sono interpretati da Camille Claris e Victor Belmondo, nipote d’arte, mentre la “piccola” Jade ha il volto di Thaïs Alessandrin, figlia della regista. «Dirigere mia figlia è stato divertente! Dopo tutti i mesi trascorsi a filmare Thais con il mio iPhone era impensabile che venisse interpretata da un'altra attrice. Aveva già recitato in un mio film, LOL - Il tempo dell'amore, conosceva i ritmi e le esigenze di questo mestiere ed io non avevo alcun dubbio sul suo talento di attrice. Ho cercato di dirigerla semplicemente, con dolcezza e gioia», ha dichiarato Lisa Azuelos. Anche se tutto il film deve molto alla reale dinamica famigliare di casa Azuelos, in cui la figura del padre è lontana da anni e la grande sinergia madre e figlia viene messa alla prova dalla fuga dal nido della ‘piccola creatura’, l’idea di Selfie di famiglia viene da Boyhood di Richard Linklater ed esattamente, come dichiara la regista,  “dalla scena in cui Patricia Arquette affronta suo figlio che fa i bagagli e parte, senza voltarsi indietro”.

E questi sono i casi in cui sentirsi vuota dentro, in una cosa senza più urla e lamentele, con la sensazione di aver esaurito la parte principale del proprio mestiere di genitore. Proprio vedendo il film di Linklater, la regista francese si è preparata all’abbandono della figlia più piccola, alcuni mesi prima dell’arrivo della lettera di accettazione da parte di un’università canadese.

Un evento così centrale, per lei, da volerlo raccontare, con un livello molto alto di autobiografismo, in Selfie di famiglia, che, grazie a una scrittura sincera e piena di (auto) ironia, conquista e a tratti può commuovere. Insomma, il ritratto di una famiglia sempre pronta all’abbraccio, con un contatto fisico salutare e costante, che suona quasi come un urlo di ribellione nei confronti di un’era anaffettiva e algida. Forse anche per ricordare che essere donna e madre è un'avventura epica, ma anche divertente, a volte. 

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