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Cosa devono aspettarsi le produzioni quando vengono a girare in Italia? È la domanda intorno a cui si è discusso nel corso dell’evento “Primo piano sui fondi italiani”, organizzato nell’ambito del MIA presso il cinema Quattro Fontane di Roma. Dopo saluti istituzionali da parte dei “padroni di casa”, i presidenti di APA e ANICA Giancarlo Leone e Francesco Rutelli, introdotti da Roberto Stabile, si è entrati nel vivo del dibattito, attraverso una serie di interventi che hanno mostrato come le coproduzioni e l’internazionalizzazione siano al centro del finanziamento pubblico italiano.

Ines Aronadio Direttore Made in Italy export promotion department di ITA-Italian Trade Agency, ha raccontato come, attraverso i 78 uffici ICE sparsi nel mondo, si promuova all’estero l’immagine del prodotto italiano. Nello specifico, un Nucleo Audiovisivo di 4 persone lavora ad una promozione multilivello e multicanale (attraverso mezzi tradizionali e social) del prodotto audiovisivo. Il piano promozionale annuale prevede attività tradizionali come le fiere e progetti speciali come il piano per le regioni del sud. Il nucleo contribuisce al buon esito di diverse attività come la vendita di diritti in giro per il mondo, gli incontri bilaterali per le coproduzioni, la presenza forte nei principali festival; la promozione del territorio italiano come location per girare film in collaborazione con le film commission; le attività a favore dei videogiochi.

Maria Giuseppina Troccoli e Bruno Zambardino hanno raccontato come la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo sia molto attiva nel favorire l’internazionalizzazione dei prodotti audiovisivi italiani e lo dimostrano alcune cifre chiave del 2018: 580 milioni di euro al box office; una quota del 23% di coproduzioni; fondi pari a 500 milioni di euro messi a disposizione dalla legge cinema a cui si aggiungono fondi regionali per oltre 50 milioni; 173mila addetti diretti e indiretti; un valore aggiunto di 6 miliardi di euro e 8.500 imprese attive.

La Legge Cinema e Audiovisivo (L.220/2016) ha introdotto profondi cambiamenti nel sistema di finanziamento del settore, intervenendo in tutte le fasi della filiera, dalla scrittura, alla produzione e distribuzione delle opere audiovisive e nelle attività di modernizzazione dei cinema e di adattamento delle industrie allo sviluppo tecnologico. Il supporto è garantito sia per le opere di nazionalità italiana (comprese le coproduzioni internazionali), che per quelle di altra nazionalità per le quali è riconosciuto un credito di imposta. Oltre alle agevolazioni specifiche previste dalla legge cinema, la DGCA ha all’attivo o in corso di attivazione anche alcuni accordi bilateriali di cosviluppo e coproduzione internazionale con Argentina, Brasile, Francia, Germania, Cile e Portogallo, a cui si aggiungono la new entry Tunisia (circa 100mila euro) e il premio di sviluppo con i Paesi Baltici. Inoltre l’accordo con la Francia è stato recentemente migliorato, prevendendo contributi non solo per il cosviluppo ma anche per la coproduzione. Infine le coproduzioni possono essere finanziate anche da Eurimages, il programma MEDIA di Europa Creativa e il Programma Ibermedia.L’ultima novità riguarda il finanziamento destinato alle opere di nazionalità italiana che hanno una partecipazione minoritaria in coproduzioni internazionali: il bando, che ha un budget di 5 milioni di euro per l’anno in corso, prevede un finanziamento fino al 60% dei costi ammissibili entro la quota di proprietà delle imprese italiane per un massimo di 300 mila euro. Dopo il successo della prima call, chiusasi il 25 luglio, la seconda finestra è aperta dal 7 al 31 ottobre. Per poterne fare richiesta, l’80% del contributo deve essere speso sul territorio italiano.

La seconda parte dell’intervento della DGCA si è focalizzato sulle altre attività che, per legge, ricevono un contributo da parte del MiBACT. tra queste, la Biennale di Venezia, Istituto Luce-Cinecittà e il Centro Sperimentale di Cinematografia; il Museo di Torino e la Cineteca di Bologna finanziati grazie alla nuova legge; le cineteche di Milano e del Friuli, finanziate a partire da quest’anno.

Il focus su Istituto Luce-Cinecittà rivela l’importante piano di investimenti intrapreso da due anni a seguito del ritorno in mano pubblica degli Studios. La stessa Cinecittà gestisce operativamente il portale Italy for Movies, un hub unico per mostrare ai produttori esteri le migliori location e gli incentivi a disposizione per girare sul territorio italiano, che, allo stesso tempo, guarda al mondo del cineturismo attraverso la mappa film serie tv e game. Il mese scorso il portale ha lanciato l’App ufficiale, uno strumento smart di navigazione del sito.

Roberto Stabile, in rappresentanza di Anica e ITA, ha snocciolato alcuni numeri a favore del settore: 1,2 milioni di euro destinati ai distributori stranieri che hanno diritto ad avere fino a 30 mila euro di rimborso per la propria attività; 600 mila euro destinati a portare i produttori di cinema e audiovisivo nei mercati grazie al supporto di ICE; 400 mila euro per supportare i venditori internazionali nel portare il loro prodotto sui mercati esteri (per sottotitoli, doppiaggio etc.). 

Stefania Ippoliti, presidente di Italian Film Commissions, racconta la ricchezza e complessità dei fondi regionali e del lavoro delle Film Commission che, in tutte le regioni, mettono in campo la loro professionalità come mediatori tra le produzioni e i territori. Si sta lavorando per rendere più semplici e uniformi i bandi nel linguaggio e nelle definizioni a partire dal quelle adottate dalla dg cinema, che a sua volta guarda all’Europa, e a semplificare le modalità di rendicontazione.

L’ultimo intervento di Luciano Sovena, presidente di Roma Lazio Film Commission, si focalizza sul sostegno della Regione Lazio a tutte le fasi della filiera audiovisiva attraverso 22 milioni di euro annuali che vanno a finanziare le coproduzioni internazionali (10 milioni di euro), il fondo regionale da 9 milioni, i festival e altre attività (3 milioni).

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