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E’ Lettera H, l’horror thriller diretto da Dario Germani, prodotto da Tonino Abballe, con Marco Aceti e Giulia Todaro, vagamente ispirato alla vicenda del mostro di Firenze, a vincere il premio per il Miglior Film all’Abruzzo Horror Festival. Per l’occasione abbiamo potuto scambiare due parole con lo sceneggiatore Andrea Cavaletto, scrittore per il cinema e per il fumetto (Dylan Dog, Paranoid Boyd e recentemente fuori con la graphic novel ‘Nuvole Nere’, co-sceneggiata da Pasquale Ruju e disegnata da Rossano Piccioni).

“Il produttore stava cercando un buon soggetto per realizzare un horror indipendente – dice Cavaletto - Mi è stato chiesto se avevo qualche soggetto in mente e mi sono proposto con una storia semplice ma terrificante, basata su una coppietta che si apparta di notte ai margini di una foresta molto suggestiva ma dalla pessima fama, ricca di leggende terrificanti. La loro macchina è in panne e inizia così per i due ragazzi la loro notte più lunga. Giocando sugli schemi più classici del genere, volevo raccontare una storia claustrofobica, che si sviluppa quasi completamente nel chiuso di una piccola auto assediata dalle tenebre di un bosco maledetto, mettendo poco alla volta a nudo la psicologia dei due protagonisti coinvolti, trasformandosi in un thriller psicologico”.

Co-protagonista del film è dunque la 127 che ospita i due ragazzi, e che costituisce un’ottima soluzione per una location suggestiva e al contempo economica, oltre a rimandare ai fatti storici.“ Abbiamo scelto una delle auto dell’epoca in cui sono state rinvenute alcune delle vittime del Mostro di Firenze. L’auto diventa così centrale per la storia. E’ l’unica protezione che hanno i due ragazzi contro le minacce esterne, in quella che sarà la notte più lunga della loro vita. E poi, la 127 è un simbolo feticista di notevole potenza nell’immaginario italico. Inoltre, come hai detto tu, il film ha un budget contenuto, quindi serviva una sceneggiatura con pochi attori e location ridotte, ma che riuscisse a tenere alta la tensione. C’è tutto: due attori, un’auto, un bosco di notte e tanta, tanta angoscia”.

Alla base della storia c’è un fumetto. “Una storia breve – spiega ancora Cavaletto - commissionata dall’editor Gianmarco Fumasoli per la rivista horror 'Mostri' della Bugs Comics, disegnata da Marcello Mangiantini, che ha lavorato su Zagor. La storia si intitola ‘Maledetta’ e la si trova sul numero 8 della rivista. Però non è ambientata in Italia, qui abbiamo voluto contestualizzarla inserendo alcuni elementi ispirati ai delitti del Mostro di Firenze, come suggerisce il titolo stesso che si riferisce ai proiettili usati dal killer e contrassegnati proprio con quella lettera. Ho letto parecchio e mi sono documentato molto, guardando video d’epoca e leggendo svariati documenti, ma mi è servito principalmente per entrare nel giusto mood, in quanto in realtà quei fatti e la presenza del Mostro sono solo marginali a una storia che parla principalmente di altro. E’ anche una storia d’amore. Qui si parla di amore e di come questo sentimento possa a volte mutare in tragedia e violenza, essendo comunque mosso dalla passione che spesso tutto travolge, offuscando le menti. E’ una storia che, spero, serve a dare voce alle vittime, facendo se possibile riflettere lo spettatore, sconvolgendolo, pur restando al servizio di un film di genere di intrattenimento e da brividi. Cinema e fumetto sono due media differenti ma complementari. Una volta che si riesce ad ottenere l’esperienza e la professionalità necessarie per padroneggiarli entrambi, poi credo si riesca ad ottenere ottimi risultati, utilizzando correttamente i diversi “trucchi del mestiere”che offrono entrambe le tipologie diverse di sceneggiatura , per ottenere sempre (si spera) qualcosa di originale e innovativo. Io, come tutti, ho imparato con gli anni, sperimentando, studiando e commettendo anche errori che però mi hanno portato a migliorarmi sempre, costantemente, fino ad arrivare ad ottenere i risultati che mi hanno permesso di trovare uno stile personale e identificativo che i lettori e gli spettatori iniziano a riconoscere”.

Chiudiamo con qualche considerazione sulla scena horror attuale. “Secondo me la realtà supera sempre la fantasia, soprattutto nel campo dell’horror moderno. Io sono cresciuto con film ricchi di creature venute dallo spazio e mutazioni, dove i mostri la facevano da padrone. Negli ultimi anni invece l’orrore è diventato più reale e crudele, più concreto. E’ la paura del maniaco nell’ombra, del torturatore folle che sembra voler spodestare le icone degli slasher anni ‘80. Ormai, se ci sono mostri in un horror, la gente difficilmente si spaventa, per cui sono per lo più utilizzati in pellicole che non si prendono troppo sul serio”.

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