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Esce il 7 novembre con 20th Century Fox Attraverso i miei occhi, trasposizione del best seller "L'arte di correre sotto la pioggia" scritto da Garth Stein, che negli Stati Uniti ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 26,4 milioni di dollari e 8,1 milioni di dollari nel primo weekend.

Costruito bene e molto commovente, il film racconta una drammatica storia di famiglia, malattia e crescita con l’originale punto di vista del cane Enzo – chiamato così in onore di Ferrari dal suo padrone, un pilota di corse – che in versione originale ha la voce di Kevin Costner mentre in quella italiana è interpretato da Gigi Proietti. Attraverso i suoi pensieri il docile e fedele animale ci introduce alla vicenda, partendo da una leggenda mongola: i cani osservandoci si preparano a reincarnarsi nella vita successiva in un essere umano. pilota da corsa Denny interpretato da Milo Ventimiglia. Il film segue per il resto gli alti e i bassi di una vita come tante: Denny conosce Eve, ossia che ha il volto di Amanda Seyfried.

Si sposano, hanno una figlia, poi arriva la malattia insieme alle sconfitte e alle vittorie. "L'arte di correre sotto la pioggia", pubblicato nel 2008 negli Stati Uniti è stato nella lista dei best seller del New York Times per 40 settimane. In Italia è pubblicato dalla Edizioni Piemme.

“Penso che questo sia un film fortemente metaforico – dichiara Proietti in conferenza stampa – è favolistico ed è chiaro che bisogna accettare il patto per essere coinvolti. Ti fa capire come sarebbero più facili i rapporti se fossimo tutti come Enzo. Non c’è rivalsa, o odio. Solo fedeltà e il desiderio che il proprio amico, perché è un amico più che un padrone, stia bene. E’ il ‘volere bene’ più puro. Non il ‘ti voglio bene ma ogni tanto mi fa piacere se soffri’. Se il cane potesse parlare, quando sta per morire direbbe al suo padrone, per rassicurarlo, ‘stai tranquillo. Questa non è la fine. Ci rivedremo senz’altro’”.

Poi si parla del suo mestiere e di cosa può insegnare ai giovani: “Non sono veramente uno che si sente di insegnare – dice l’attore – ma avevo una scuola di teatro e a volte parlando con gli studenti immaginavo quello che sarebbe successo a ciascuno. Qualcuno oggi mi chiama per dirmi che avevo ragione. Fino a 20 anni fa era più facile dare anche indicazioni di comportamento, a parte quelle tecniche e strettamente legate al mestiere, che è più complesso di quello che si immagini. Ed è per questo che i teatri chiudono. Più una cosa è importante e più tendono a contrastarla, guardiamo la vicenda del Teatro Valle. Sul teatro ho basato la maggior parte della mia carriera, ho fatto molta tv e poco cinema, giusto qualche film qua e là. E poi il doppiaggio. E’ molto divertente anche se faticoso e mi è capitato di dare voce a personaggi e attori importanti, come Stallone in Rocky e Dustin Hoffman in Lenny di Bob Fosse. Oppure, come attore, Mangiafuoco nel Pinocchio di Garrone, che mi sembra un gran film a livello immaginifico nonostante ci abbia lavorato per pochi giorni. Oggi ci sono tanti buoni attori in giro, forse perché si allenano con tutte le fiction che fanno, però le storie per il cinema sono piccoline. In generale, potrebbero durare un quarto d’ora e tutto il resto è gonfiato. Non bisogna mai generalizzare ma di solito trovo che sia così”.

Ma qual è il rapporto di Proietti con gli animali? “Amo i cani e adoro i gatti – dice – ho avuto un piccione, una volta, che con la mia compagna prendemmo per salvarlo da chi se lo voleva mangiare. Non volava, era di una razza particolare. Ma una volta che ci ha provato è finito male. E’ diventato preda per i miei cani, poverino”.

Poca invece l’affinità col mondo delle automobili e delle corse: “Ho avuto un suv una volta, che mi regalarono dopo aver fatto Il Maresciallo Rocca. Ma non sapevo che farci in città, quindi l’ho dato via. Non è un mondo che mi appassiona. Guido bene in città ma malissimo fuori. Se mi vedete in autostrada frenate subito!”.

 

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