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Esce come evento speciale per quattro giorni, dal 19 al 22 gennaio, con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm, il documentario-intervista Herzog incontra Gorbaciov, diretto dallo stesso Herzog insieme a André Signer. Il film ha già fatto il giro delle tre T, Toronto, Tribeca e Telluride, e oggi arriva in sala forte dell’ottima accoglienza a questi festival.

Il maestro del cinema e il gigante della politica internazionale, ultimo presidente dell’Unione Sovietica, si confrontano in uno scambio di battute dinamico, estremamente tagliente, lucido e significativo sulla storia del ‘900. Herzog è abile nel porre le domande, usa spesso l’umorismo e il suo interlocutore risponde con altrettanta arguzia. Il tutto è intervallato da immagini e commenti che raccontano anche la vicenda umana di Gorbaciov, dall’infanzia contadina alla carriera di studente modello all’Università di Mosca, impegnato in improbabili balli di parodistico boogie woogie (del resto era il ballo del nemico), fino alla rapida ascesa nelle fila del Partito Comunista: memorie, materiali d’archivio e testimonianze specifiche per ripercorrere le tappe salienti della storia e della politica del secolo scorso.

“Incontrare Gorbaciov tre volte – dice Herzog – nel corso di sei mesi, è stato illuminante. Non volevo fare una semplice biografia, ma capire il personaggio che si nasconde dietro a una tale icona. Davanti a me avevo una persona che ha cambiato il corso del ventesimo secolo, e le cui azioni hanno trasformato il mondo in cui sono cresciuto. Eppure, a Mosca, ho trovato una figura tragica e solitaria, circondato da gente che lo incolpa per la perdita dell’URSS e per non aver adempiuto alle promesse della Perestrojka e del Glasnost’. Abbiamo avuto conversazioni sincere e di ampio respiro. Dalla sua rabbia per la mancanza di progressi nelle riduzione delle armi nucleari, che aveva iniziato con Raegan, alle tragedie personali come la perdita dell’amata moglie nel 1999. La sua intelligenza, il suo carisma e la sua risolutezza sono ancora acuti”.

“Mi sono chiesto – commenta Singer – come potessi rendere la narrazione coinvolgente, unica e attraente per una nuova generazione che conosceva poco gli anni di Gorbaciov e della guerra fredda. Avendo collaborato con Herzog per trent’anni, ho pensato che le sue inimitabili intuizioni potessero fornire la chiave giusta per questo progetto. Sono stato perciò felice quando Werner ha accettato di partecipare, co-produrre e co-dirigere, conducendo le interviste. Il piano si è definitivamente concretizzato quando è salito a bordo il network A&E. Herzog ha saputo creare un legame che gli ha permesso di porre domande che altri intervistatori non avrebbero mai osato”.

In apertura, Herzog dice a Gorbaciov “sono tedesco, immagino che il primo tedesco che abbia incontrato probabilmente volesse ucciderla”. Ma Gorbaciov risponde “no. Avevo dei vicini di casa tedeschi che avevano un negozio di dolci. Erano buonissimi. Pensavo che solo le persone buone potessero sfornare dei biscotti così”. “Cosa ti piacerebbe ci fosse scritto sulla tua lapide?”, chiede poi Herzog. La risposta di Gorbaciov è “ci abbiamo provato”.

 

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