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Era il 2018 ed erano 22 anni che Spike Lee non tornava a Cannes, dove due anni fa approdava in Concorso con l’acclamato BLACKkKLANSMAN (Grand Prix e poi primo Oscar che il regista ha ricevuto per uno dei suoi film): il prossimo maggio, hanno annunciato Pierre Lescure, presidente, e Thierry Frémaux, delegato generale, il regista americano sarà ufficialmente il presidente della Giuria della 73ma edizione.

"Per tutta la mia vita", ha scritto Lee in una più lunga dichiarazione, “eventi felici mi sono successi inaspettatamente. Quando sono stato chiamato a diventare presidente della Giuria di Cannes 2020 non ci potevo credere, ero felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo. Il Festival di Cannes (oltre ad essere il più grande Festival cinematografico del mondo - senza voler offendere nessuno) ha avuto un impatto enorme sulla mia carriera cinematografica. Si potrebbe persino arrivare a dire che Cannes ha plasmato la mia traiettoria nel cinema mondiale".

I compagni giurati, come la Selezione Ufficiale, saranno annunciati il prossimo aprile, per poi lavorare coralmente all’assegnazione della Palma d’Oro della kermesse, quest’anno dal 12 al 23 maggio.

“Gli occhi di Spike Lee sono più preziosi che mai. Cannes è una terra naturale di benvenuto e una cassa di risonanza globale per coloro che risvegliano gli spiriti e mettono in discussione le proprie posizioni e convinzioni. La personalità sgargiante di Spike Lee promette molto. Che presidente di Giuria sarà? Ci vediamo a Cannes!", queste le parole di auspicio e omaggio che il Festival di Cannes ha rivolto al suo prossimo presidente di Giuria, che succede ad Alejandro G. Iñárritu, la cui giuria nel 2019 ha assegnato la Palma d'oro a Parasite del coreano Bong Joon-ho.

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