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La sublime creazione delle opere. La mostra primato. Il film evento. 

Impressionisti Segreti è un progetto che nasce, ovviamente, dal genio visivo e cromatico degli artisti che hanno animato il Movimento rivoluzionario della Storia dell’Arte moderna, gli Impressionisti appunto, di cui una mostra, e un docu-film, mostrano 50 opere prima mai svelate al pubblico, e ammirabili anzitutto nelle magnifiche stanze del piano nobile di Palazzo Bonaparte a Roma (fino al prossimo 8 marzo), quelle in cui visse la madre di Napoleone: così nel Palazzo, e contemporaneamente sul grande schermo, l’immaginario di Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Van Rysselberghe e Cross, per un progetto sinergico curato da Ballandi, Nexo Digital e Gruppo Arthemisia

Diretto da Daniele Pini, il film narra, mostra, sfiora e penetra, la rivoluzione artistica dei geni coraggiosi che abbandonano il buio degli atelier per scendere in strada a dipingere “en plein air”, e così narrare la Ville Lumière in libertà, che da quel momento in poi entra nell’immaginario collettivo con le sue sfumature pittoriche e metaforiche, pennellate mobili di romanticismo e malinconia: il film coadiuva un’ulteriore immersione dentro l’universo pittorico francese, e i suoi nuovi codici di metà Ottocento. 

Claire Durand-Ruel (storica dell’Arte e pro-nipote del celebre mercante Paul) e Marianne Mathieu (direttrice scientifica delle collezioni del Musée Marmottan Monet di Parigi ) - accompagnano gli spettatori nella “galleria” su grande schermo, permettendo di incontrare man mano non solo i segreti dei Maestri pittori – poiché questi dipinti sono tutti di collezioni private, ma anche di suscitar per essi maggior curiosità su spunto dei contributi specialistici di Alain Tapiée, Sergio Gaddi, storici dell’Arte, della scrittrice Melania Mazzucco, del fotografo e regista Fabio Lovino, dell’artista Giuliano Giuman e del collezionista Scott Black.

Suggestiva la scelta visiva delle sequenze all’interno della mostra in cui la fotografia del film (Giuseppe Chessa) opta per creare un nero pieno di fondo, su cui vivono, quasi sospese nell’aria più che fissate alle pareti, le tele impressioniste, con un gioco chiaroscurale che ne “illumina” le cromie, quasi facendole sembrar capaci di emanar luce; s’alternano, poi, riprese dal vero di ambienti esterni e naturali la cui personalità specchia quella dei soggetti dei dipinti, che in visione realistica restituiscono ancor più senso di veridicità ai contesti impressionisti, di per sé già vibranti sulle tele. Sono poi belle immagini d’archivio, dal sapore d’antan e di contrappunto al pastello vivo dei quadri, a completare la costruzione estetica del film. 

Impressionisti Segreti è un evento, in sala 10-11-12 febbraio

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